Quelli come me che vivendo in città non usano la macchina più di tre, quattro volte all’anno (vale a dire quando tornano nel paese dei genitori) finiscono per vedere nei segnali stradali, più che un reale aiuto alla guida, una minaccia terribile.
Mucche che attraversano, fratellini e sorelline che si lanciano sotto le macchine in prossimità delle scuole, sassi che rotolano dalla cima delle montagne, e poi velocità minime, velocità massime, velocità medie… Ogni volta che prendo la macchina vorrei essere in una sorta di parco-macchine-a-scontro, in cui i punti della patente stanno al sicuro anche se fai un frontale contro il tuo migliore amico. Certo, se i segnali stradali li disegnassero i tipi del photoshopping contest, sarebbe molto più divertente. Altro che macchine a scontro.