Homografia, opera dell’artista messicano Rafael Lozano-Hemmer, si fonda sull’interazione / contrasto fra la rigorosa ortogonalità del contenitore architettonico che la ospita, e gli ideali flussi irregolari dei visitatori in movimento, traendo ispirazione dalle tecnologie di videosorveglianza.

Si tratta di un complesso sistema computerizzato che controlla la rotazione di 144 tubi di neon in relazione al movimento dei visitatori sottostanti: una sola persona individua un ideale campo magnetico di attrazione che influenza la posizione relativa delle luci; al passaggio di due individui si crea una sorta di corridoio luminoso, mentre l’interazione di più persone struttura l’organizzazione dei tubi in complessi patterns.

In questo modo, spiega lo stesso autore, il punto di fuga non è più architettonico, ma connettivo, determinato non dall’edificio, ma dalla presenza di individui e dalla loro interazione spaziale.

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