Real time Rome
arts and crafts July 25th, 2006Dovevano passare più di due secoli e mezzo perché Roma tornasse ai vertici della cartografia moderna. Di ben altri primati ci sarebbe bisogno, ma considerando che l’illustre precedente era niente meno che Giovanni Battista Nolli, la cosa si fa interessante.
Sto parlando dell’ultimo lavoro del MIT Senseable city lab, un progetto curato dal professore italiano Carlo Ratti, il quale, dopo il successo della prima esperienza (Mobile Landscape Graz), replica con la Capitale. Il lavoro si colloca all’interno di una ricerca su alcuni innovativi approcci di analisi dell’intorno costruito, basati su oggetti elettronici quali telefoni cellulari e palmari, la diffusione dei quali ha modificato radicalmente il modo in cui si descrivono e si comprendono le logiche urbane, oltre che gli strumenti usati per farlo.
Nel caso in oggetto, vengono utilizzati strati eterogenei di dataset (mappe di dati sul territorio) per illustrare in tempo reale il ritmo della città: la mobilità urbana, descritta anonimamente sulle mappe attraverso segnali dai cellulari, è sincronizzata al flusso pedonale, del trasporto pubblico e del traffico cittadino, evidenziando fenomeni di ingorghi, cul de sac e rallentamenti. Per mezzo di tali tecnologie si può quantificare e descrivere il ritmo della Roma quotidiana e aiutare il cittadino nella scelta dei percorsi più agevoli da seguire, dei luoghi più frequentati, o di quelli meno rumorosi.
Analogamente, per mezzo del country code, è possibile rintracciare i movimenti di gruppi di turisti, evidenziandone, per ciascuno, le mete preferite e il flusso relativo.
Carlo Ratti, che presenterà i risultati in occasione della Biennale di Venezia 2006, colloca tale lavoro in un processo che trasformerà le mappe in futuri enormi database che "ci permetteranno - riporto testualmente - di estrarre frammenti adatti alle nostre esigenze, esattamente come facciamo oggi con Internet".
per approfondire:
G.B. Nolli: mappa di Roma (1748) (1); (2)
MIT Senseable city lab
Mobile Landscape Graz
Biennale di Venezia 2006
Real time Rome
altri articoli: (1); (2); (3)
via: We-Make-Money-Not-Art.
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July 25th, 2006 at 1:14 pm
che lavorone. ficata…
sarebbe da andarci, alla biennale…
MA abbiamo da fare… giusto? !!!
July 25th, 2006 at 9:58 pm
Davvero i nostri cervelli usciranno incolumi da tutte questo ribollimento elettromagnetico?
Sto iniziandoa pensare a dei caschi di piombo per la mezza stagione e l’inverno… d’estate, che fa caldo, si va sul Nepal
Ertiople.
July 25th, 2006 at 10:00 pm
un modello cosi’
http://www.anticus.it/shop/centurionebi_0000.jpg
ma in piombo.
E.
July 25th, 2006 at 10:56 pm
come vedi, già vi sono le prime reazioni
July 26th, 2006 at 12:43 pm
Vedo!
July 26th, 2006 at 1:32 pm
“Nel campus del Mit, dove un sistema simile funziona da tempo, organizzare una riunione che inizi in orario è diventato impossibile”, racconta Ratti. “Nessuno si presenta finché non vede che sono arrivati gli altri partecipanti. Va a finire che i questi meeting non iniziano mai”.
July 26th, 2006 at 2:17 pm
pensa se lo facessero all’università, non entrerebbe più neanche il portiere.
July 26th, 2006 at 3:58 pm
rieccoci qua, fosco.
…quanto tempo, eh??????
…ecco di nuovo il mio blog, il tuo blog, il blog di elvio, il blog del la forgia, il blog di bombo, il blog di fran…
sul desktop l’icona di autocad attende speranzosa.
dopo la sigaretta la clicco.
….
…..SBAGLIATO!!!!!!
devo pianificare la valigia.
;))))))))
July 26th, 2006 at 4:39 pm
chi pianifica piano va sano e va lontano; brava brava; comunque mi chiedo: meglio l’icona di autocad o quella di word? VOGLIO PIANIFICARE LA TUA VALIGIA (magari in outsourcing).
e poi, l’ordine che scrivi significa che apri il mio blog subito dopo il tuo? wow, un altro record personale di cui parlare ai miei nipoti.