Nello spiazzo di fronte al Junction Theatre di Cambridge ci sono cinque secchi per la spazzatura e quattro panchine; fin qui niente da notare, un arredo urbano comune per uno spazio pubblico di piccole dimensioni. Forse fa una differenza pensare che ognuna di queste panchine e ogni cestino possa "decidere" di fare qualcosa di inaspettato. Ad esempio una seduta può spostarsi sotto un albero in attesa di qualcuno che la occupi, i cestini raggiungere insieme il luogo dove vengono svuotati e mettersi improvvisamente a cantare.

Greyworld, gli autori di questa installazione, giocano da anni sulle possibilità di "attivare" spazi pubblici inanimati spingendo i passanti a soffermarsi su luoghi inosservati della città; per farlo, si servono di tecnologie che rendono dinamici elementi normalmente immobili: gli spazi di passaggio divengono luoghi di accadimento (ad esempio la fermata dell’autobus nella quale una voce femminile canta citando i colori dei vestiti di chi aspetta ), oppure i passanti vengono coinvolti direttamente nell’arredo degli spazi che attraversano (in Street dots, alcune telecamere riprendono le persone e ne riproducono le silhouettes su schermi) .
Questo gruppo di artisti dimostra da tempo che gli spazi urbani possono essere divertenti, interessanti e aperti ad una continua interazione, e non lo scontato scenario di monumenti più o meno retorici.

The benches love to be sat on, and they often take up position in new spaces to make themselves more attractive to potential human sitters. Sometimes, when it rains, they move themselves to drier, shadier areas of the square. To attract potential human sitting folk, they like to form patterns - the benches moving in to shapes in the centre of the piazza.

The bins are a little more solitary. It’s a tough life being a bin, and they like to contemplate their humble lot on their own.

When the mood takes them, the surniture like to burst in to song. Sometimes, small clusters gather together and sing a tight six-part harmony, and occasionally, though much more rarely due to their shyness, the bins join in with their sweet soprano voices.

Each bench drifts slowly around the square, no faster than a strolling human, and is equipped with sensors that detect the presence of objects in its immediate vicinity, coming to a complete halt when any object is coming close.

Via We-Make-Money-Not-Art