(al MAXXI fino al 27 Agosto)

Il vivere quotidiano al femminile, così come immaginato da stereotipi centenari, così come deposto negli archivi di un subconscio personale, è il tema di fondo dell’intera opera di Rosemarie Trockel e il filo che guida la sua mostra, in via di conclusione, al MAXXI di Roma.

Dalle tele composte “a maglia” che fanno eco alle tendenze più disparate dell’arte, con riferimenti al minimalismo, all’astrattismo, alla semplice arte decorativa si passa a collezioni di oggetti, piccole sculture incentrate sul tema del corpo, della sessualità, dei ruoli tradizionalmente associati all’universo femminile. Tutto è riprodotto attraverso l’eterogeneità di materiali legati a un immaginario domestico e riletti da una consapevolezza ironica: un ferro da uncinetto unito a una piastra da cucina diviene un giradischi, una spugna per pulire: un oggetto scultoreo. Sullo sfondo, il rumore incessante di quella che si rivela una donna-robot intenta a strofinare all’infinito il pavimento.

Fuori dalla sede temporanea del museo che ospita la mostra si innalzano le intricatissime impalcature a sostegno delle violente strutture del MAXXI che sarà (speriamo presto); si inizia a intuire un’opera figlia di un’altra donna, Zaha Hadid, lontana certo dalla “leggerezza” della Trockel e dalle sue allusioni ad un passato di debolezza e subalternità.

Una tensione imprevista tra due espressioni antitetiche della condizione femminile?


ROSEMARIE TROCKEL
Menopause
fino al 27 Agosto 2006
MAXXI -MUSEO NAZIONALE DELLE ARTI DEL XXI SECOLO