hyperlinked reality
advertising, virtual chronicles, visions September 6th, 2006Portare i contenuti e gli strumenti di internet fuori dal computer e rendere la realtà fisica un’interfaccia ad esso connessa è un tema diffusamente dibattuto, Bruce Sterling pare esserne ossessionato (vedi Shaping things e Tomorrow now), ma si legge sempre più spesso di "internet delle cose" (di cui torneremo a parlare), "ubiquitous computing", tecnologia RFID nei contesti più diversi.
Una versione dall’apparenza estremamente "low tech" per creare veri e propri link dal mondo fisico alla rete sono i 2d barcodes; si presentano come immagini (tag è il nome) composte da pixel bianchi e neri disposti in maniera caotica. Possono essere letti da un telefonino con macchina fotografica incorporata e conducono ad un indirizzo web collegato. Il software da istallare per rendere il cellulare in grado di leggere questi "tag" può essere scaricato gratuitamente (qui ad esempio) e altrettanto immediato è realizzarli. A questo punto basta stampare l’immagine ottenuta e materialmente attaccarla sull’oggetto al quale si desidera attribuire un valore "ipertestuale".
Qualche potenziale applicazione? Me ne vengono in mente troppe… ad esempio sulle locandine di un film può trovarsi un tag che consente di collegarsi al trailer (per questo mi sa che ci vuole un cellulare serio); già esistenti? Provate a dare un’occhiata a Semapedia, oppure guardate Shotcode.
La prima immagine è il tag di Socks, ma io e Fosco possediamo cellulari di altre ere, qualcuno è in grado di dirci se funziona?
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September 7th, 2006 at 9:58 am
facciamo un 2d barcode dei nostri blogs e lo appiccichiamo in facoltà!
September 7th, 2006 at 10:33 am
si certo!..ma qualcuno capirà?
si può mettere anche sul tuo flyer …a proposito quando lo stampano???Dove lo troviamo?
il tuo fan club
September 7th, 2006 at 11:03 am
madonna! siete troooppo avanti!
vado a caricare il mio vibrafono a carbonella e vi faccio sapere se sta storia delle tag funziona.
scherzi a parte, pretty interesting! magari conoscete già questa rivista e faccio una figura da fesso, ma forse potrebbe interessarvi il sito di neural.
ciao!
pasquale “i know you know” la forgia
September 7th, 2006 at 11:46 am
grazie, neural è nella colonnina a sinistra nella versione virtuale e nel bagno (da almeno un mese!) in quella reale! comunque ottima scelta!
se riesci a verificare col vibrafono ci fai un enorme piacere, perché ovviamente abbiamo in mente duemila applicazioni della cosa.
September 7th, 2006 at 11:52 am
ho appena superato i Lali Puna,
ora sto a “l’amour a 3″ !
EVVAI CON GLI STEREO TOTAL!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
September 7th, 2006 at 11:53 am
ecco! lo sapevo! figura da fesso!
e che è una rivista fatta a bari (mia città natale e/o pasquale)… ma dimentico sempre che si trova in tutte le feltrinelli e - last but not least - in certi bagni highbrow di roma!
cospargendomi il capo di cenere,
pasquale “system error” la forgia
September 7th, 2006 at 12:10 pm
mmmm mi ci faccio un tatuaggio
September 7th, 2006 at 12:18 pm
bel post su integratore plf. che cenere? siamo in tre a conoscere neural! davvero fatto a bari? questo non lo sapevo, grande puglia.
September 7th, 2006 at 12:24 pm
yeah! fatta a bari. ho avuto la fortuna di incontrare - troppi anni fa - Mb0 Says:
September 7th, 2006 at 12:25 pm
@Santafede: c’è anche una versione in tedesco “Liebe zu dritt”,imperdibile!
@Pasquale: la Puglia è avanti (quasi sempre)
September 7th, 2006 at 12:33 pm
plf: seconda cilecca: ti avevo già commentato..! ah ah
(ma era un po’ triste scriverti: ti ho fatto un commento, no?)
September 7th, 2006 at 12:36 pm
@ fooosco:
seconda figura da fesso… avevi appena commentato… e anche bene… oggi non è giornata.
@ mb:
la puglia non è avanti. la puglia è sotto.
@ mb & fooosco:
appena aggiornato il link al vostro blog. con precedenza alle signore, ca va sans dire…
pasquale “polite guy” la forgia
September 7th, 2006 at 12:38 pm
“ll film è una smarronata
ma ci sono delle immagini molto paracule”
September 7th, 2006 at 12:41 pm
vabbe’… santafe’… non sarò mereghetti, ma almeno io - diversamente da lui - i film li vedo!
pasquale “tunnel carpale” la forgia
September 7th, 2006 at 12:46 pm
@Pasquale: non ce n’era bisogno, ma grazie! Tranquillo, vengo da zone molto più indietro…ehm “sotto”
September 7th, 2006 at 12:49 pm
!
questi ultimi due commenti sono fantastici: come se il vicino del piano di sopra venisse a casa mia a farsi un caffè con la vecchia del secondo piano.
meraviglie dei blog.
e poi il linguaggio di santafede è così sottilmente evocativo…
(oggi santafè: è giornata di provocazioni, come vedi).
September 7th, 2006 at 1:08 pm
signor fooosco… ci avrebbe del prezzemolo?
ah ah ah
il condominio…
il bloggominio!
sì… effettivamente stiamo arrivando a dei livelli da “signora mia, sapesse…”
ciao a tutti.
per qualche ora starò zitto. giuro!
September 7th, 2006 at 1:39 pm
venga, venga quando vuole. che ci vuole fare, signora mia, qua si sta sempre peggio, le macchine, lo smog, le stagioni…se non ci si tira un po’ su tra noi. e la nipotina, come sta?
September 7th, 2006 at 2:16 pm
gran bel blog, uno dei più interessanti che ho letto..
appena torno a casa ti linko, se posso.
junkiepop
September 7th, 2006 at 3:38 pm
grazie, a presto!
September 7th, 2006 at 5:58 pm
T’aspettamo pe la rassegna cinese, allora. Colle nuvole de gamberetto alla Cantonese.
Foodstochina.
September 8th, 2006 at 12:48 am
L’idea è carina, ma mi sembra un po’ verboso come linguaggio, e poi non è “umanamente” comprensibile…
Non vedo il vantaggio rispetto ai programmi di riconoscimento dei caratteri, che tra l’altro ce n’è a bizzeffe.
Qualcosa mi sfugge?
September 8th, 2006 at 1:06 pm
ciao Kamal!Spiegami, non credo che abbiano lo stesso fine dei programmi di cui parli tu (ti riferisci agli OCR?)…facci sapere, come ben sai la tua opinione su questi argomenti è considerata fondamentale (visto che ne sai sempre molto di più). a presto!
September 9th, 2006 at 3:36 am
Beh, basterebbe fare un quadratino con dentro l’uri (scritto magari con un font predefinito per facilitare le cose) e poi mettere un programmillo OCR dentro al telefono. Avrebbe il vantaggio di essere anche leggibile dagli umani.

Non so, dico la prima cosa che mi viene in mente (e data l’ora non garantisco niente)
September 9th, 2006 at 9:50 am
scusate la mia ignoranza. ve lo dico in parole semplici e rozze, da vera bburina de periferia: si potrebbe, con un’immagine diversa? che ne so, un logo ad esempio. o cmq un disegno che non sia così evidentemente pixelato (magari con pixel più piccoli????)
so io non logghed
September 9th, 2006 at 11:05 am
kamal: a prima vista sembrerebbe più semplice, ma se ci pensi bene non lo è: con il tuo metodo faresti prima a scrivere l’url con il telefonino (o col palmare: parliamo di gadget portatili che accedono a internet). Questo è più vicino ad un codice a barre, invece, un simbolo riconoscibile per la sua fisionomia grafica autonoma e distinta (ed è per questo che secondo me non funzionerebbe neanche l’ipotesi di santafede)..
Non credo che sia di così facile diffusione, in ogni caso, la ricerca è diretta al superamento del codice a barre, o alla estremizzazione dell’uso di un suo corrispettivo, al fine di inserire anche gli oggetti in una dimensione ipertestuale. Si affermerà probabilmente il metodo più pratico, più adattabile e che non richiede all’utente altro che di avvicinare il proprio strumento al simbolo relativo, come accade oggi al supermercato… che ne dite?
September 9th, 2006 at 11:11 am
@T0r3: non sarai il primo..guarda qui
@Santafede e Kamal: per quello che ho capito continuando a leggere sull’argomento la questione che viene fuori più spesso è proprio questa;come trovare un mentodo per rendere i 2d barcodes in grado di comunicare in maniera più diretta il loro contenuto ipertestuale…se trovo qualcosa di più specifico provo a mandarlo!
September 9th, 2006 at 5:49 pm
Sono d’accordo per la “fisionomia grafica autonoma e distinta”, ma non sul fatto che sarebbe come scrivere con il cellulare, perchè cmq il processo sarebbe di fare una foto e stop.
E’ pur vero che forse si potrebbe avere una certa fisionomia immediatamente riconoscibile anche usando particolari font o colori o posizioni.
Mentre per esempio non è detto che quei pixel messi su un’immagine in bianco e nero siano facilmente riconoscibili.
E poi bisogna considerare anche questo: un lettore di codice a barre è un “software” molto semplice (chissà da quanti anni c’è), un cellulare di oggi si può permettere molto di più (basta pensare che molti hanno una java virtual machine dentro…).