Il trattamento del rumore tramite le sue repentine deformazioni; i toni glaciali di un fruscio amplificato a dismisura che sfociano nel suono puro della perfetta onda sinuisoidale; la decostruzione concettuale e fattuale di ritmo, iterazione, durata, intensità; le trame sonore che trovano echi nell’estetica industriale, nei suoi colori, nei vapori, nello stridio dei macchinari e nella corrosione dei metalli: i Pan Sonic, monumento alla contemporaneità, hanno dialogato fino a scontrarsi, ieri sera al Palladium, con l’estetica raffinata degli Alter Ego.  Questi ultimi, intepreti italiani della musica colta del XX secolo, e compositori essi stessi,  esponevano la nudità dei propri strumenti classici,  - notevole (anche solo a vedersi) il lavoro sulle corde di Aldo Campanari (violino) e Francesco Dillon (violoncello) -, alla chirurgia underground dei finlandesi, ottenendo una sintesi inedita delle "sonorità" di entrambi. Ieri sera ci si trovava davanti ad uno scorcio memorabile della musica che sarà.

Pan Sonic
Alter Ego
Palladium, presentazione Microwaves.