Una delle maggiori riserve a proposito dei mondi virtuali è data dall’incapacità da parte di molti di coglierne una qualche diretta "utilità": si ritiene spesso che siano, al limite, solo dei videogame dalle regole meno chiare o una sorta di chat in cui i partecipanti hanno in aggiunta un personaggio 3d che li rappresenta.

Un esempio molto chiaro di applicazione pratica è offerto, invece, dal Languagelab su Secondlife, un sistema legato alle pratiche delle e-learning, già presenti sul web, ma che sfrutta direttamente le potenzialità date da un mondo virtuale.

Languagelab è a tutti gli effetti una scuola di lingue che sfrutta un principio condiviso: per imparare velocemente e correttamente  una lingua straniera bisogna trovarsi nel paese in cui tale lingua è parlata, o almeno in un ambiente nel quale si è costretti a utilizzarla continuamente e in situazioni diverse. L’avatar coinvolto nelle lezioni si trova in un contesto virtuale che riproduce ambienti quotidiani e interagisce con altri avatar, studenti come lui e insegnanti madrelingua, attraverso il sistema di comunicazione vocale Vivox.

Il tutto consente di superare, rimandendo nel metaverso, un ambiente di apprendimento sterile come può essere una classe. Languagelab è attualmente in fase di sperimentazione: i promotori sono in cerca di insegnanti da tutto il mondo che si troveranno a lavorare col computer da casa, mentre per ora è possibile partecipare alle lezioni gratuitamente in cambio di feedback.

Via: SecondLifeBlog.it