Ripetizioni

arts and crafts, go public, world weird web 3 Comments »

Tra le centinaia di feed, digg, blog, siti che visito mensilmente, mi capita di frequente di leggere articoli diversi su uno stesso argomento. La ripetizione di una notizia/argomento evidenzia il livello di interesse "sociale" suscitato dallo stesso, mentre su un piano puramente individuale agisce come un meccanismo inconscio del tutto analogo a quello della persuasione pubblicitaria. Credo che il valore e l’attenzione per le notizie in rete vada sempre più legandosi a fattori - ancora non del tutto controllabili -, quali la ripetitivà ossessiva, l’autorevolezza o il credito sociale degli autori, il passaparola, ecc..; fattori che distinguono ciò che si perderà nel nulla da ciò che conquisterà i suoi 15 minuti di gloria.
Torneremo nel tempo su questo.

tara donovan

Le opere di Tara Donovan mi sono passate davanti per un po’ prima di attirare veramente la mia attenzione. Analogamente a quanto ho appena scritto, l’interesse per esse, benché a seguito di scorse tutt’altro che approfondite, è cresciuto nel corso del tempo, tanto da indurmi infine a scriverne qui. Donovan studia le proprietà fisiche di oggetti comuni (e prodotti in serie) come bicchieri di plastica, nastri adesivi, fili di nylon, ecc, per realizzare, mediante il loro assemblaggio, paesaggi naturali di dune, alveari o nuvole con relative valli e picchi. La gravità ha spesso la funzione di collante, mentre l’opacità e la traslucidità dei singoli oggetti assemblati conferisce alle opere una particolare qualità spaziale. Lascio a voi, nei commenti, comunicare altre impressioni.

per approfondire:
Tara Donovan @ Ace Gallery (58 immagini)
Tara Donovan @ Art Krush
Tara Donovan @ Saint Louis Art Museum
Tara Donovan @ Pace Wildestein

Via: Random Panda

Don’t do this at work - 13 [ignorance edition]

dont do this at work, world weird itself 7 Comments »

1) Guardate questo filmato incommentabile.
2) Giocate a World Map.
3) Ritirate quello che avete pensato dopo il filmato…
(io ho ottenuto un vergognoso 55)

Optical illusions for blind people

advertising, arts and crafts No Comments »

mira logoLa fondazione Mira fornisce un aiuto canino a portatori di handicap per consentire loro maggiore autonomia e integrazione sociale. Questo è il loro efficacissimo logo.

Via: Mighty Optical Illusions.

Ieri, oggi e domani

visions 2 Comments »

Dalle profezie di Bruce Sterling ai primi vagiti del futuro che si concretizza.
Oggi mi sento fra le nuvole…

Without vision, the people perish

visions 2 Comments »

Sedetevi, prendetevi una mezz’ora, un bicchiere d’acqua, armatevi di un buon vocabolario e cliccate qui.
Sterling nel 2004 spiegava i prossimi 50 anni.

Spimes will change everything, because everything needs to change. Things need to change quickly and radically, because the industrial system we have today cannot persist. It cannot find enough energy and raw materials. Instead of moving forward, our civilization is surrounding the oil wells with fixed bayonets and settling into a smog-shrouded Dark Age.

Landcraft simulator

playtime, virtual chronicles No Comments »

landcraft first page

La traccia è ormai chiara: i "tradizionali" software stand-alone stanno lentamente ma progressivamente perdendo terreno di fronte all’avanzata di prodotti online più agili e in grado di reggere il confronto con i modelli originali. Il solletico esercitato da Writely (ops… Google docs) o Google spreadsheet, ad esempio, finirà col demolire il colosso Office, mentre per applicazioni più complesse (dtp o modellazione 3d, per quanto ci riguarda) ci vorrà ancora del tempo. All’orizzonte già spuntano programmi gestibili intuitivamente anche da utenti meno esperti.
Nel frattempo giochiamo con il Landcraft simulator dei russi Parkstudio.

Via: Designerblog

La coda

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Ho mai accennato a quanto mi piacciono i lavori di Gianluigi Toccafondo?
(illustrazioni, animazioni, Fandango edizioni)
Bene: mi piacciono molto.

altro:
Intervista online sul Sole 24 ore, con molti link.

Via: Vecchio Bipede

Near Near Past

go public, virtual chronicles, world weird web 5 Comments »

Altavista.com   (dicembre 1996)
Repubblica.it   (marzo 1997)
Boingboing.net   (dicembre 1998)
Google.com   (gennaio 1999)
Kyuzz.org   (ottobre 2000)
Styleboost.com   (luglio 2001)
Slashdot.com   (gennaio 2002)
Inkiostro.splinder.it  (dal 2004 .com)   (gennaio 2003)
Flickr.com   (maggio 2004)
We-make-money-not-art   (marzo 2005)
Fon.com   (gennaio 2006)

(Già!) 10 anni dalla mia prima connessione a Internet.
Tornando indietro nel tempo con Internet Archive Wayback Machine.

“Tree” by Simon Heijdens

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L’albero di Simon Heijdens cresce fino ad otto metri, distende i rami sulle facciate e oscilla al soffiare del vento; cede foglie all’arrivo della gente, le lascia cadere e ammonticchiare, le fa scuotere se qualcuno ci passa sopra.
L’albero di Simon Heijdens è un’opera contemporanea di interaction design, espressione di una ricerca tecnologica che guarda alla "poesia" piuttosto che all’"utilità".

simon heijdens

Now that, at least in the west, our design needs are largely met, the designer’s role can become that of the humanist - or even magician. Our electronic devices can be so much more intuitive, our public spaces so much more magical.
Justin McGuirk

E, certo, Simon Heijdens è anche quello delle 50 differently priced bags.

Via: Freegorifero

La Pluie (Projet pour un texte)

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Di ritorno da Parigi e Orléans e molte idee su cui riflettere, lavorare, da sviluppare. Visitate diverse mostre sulle quali probabilmente torneremo.

Dalla competizione con le due grandi retrospettive su Rauschenberg e Yves Klein,  "Le mouvemente de l’image" non esce affatto male. Si tratta di una rilettura critica della collezione permanente del Centre Pompidou, mirante ad una ridefinizione dell’esperienza cinematografica attraverso la riorganizzazione delle opere intorno alle componenti basiche del film: svolgimento, proiezione, intreccio e montaggio.
L’offerta (più che) saziante di lavori celebri rischia di nascondere alcuni gioielli meno noti come "La Pluie" (Project pour un texte), cortometraggio realizzato da Marcel Broodthaers nel 1969. Come in una gag keatoniana (riprendo questo felice confronto dalla didascalia) l’artista tenta invano di scrivere con una penna stilografica mentre la pioggia diluisce le parole trasformandole in un disegno astratto. Nella forma di un’opera che inesorabilmente si dissolve prima che l’inchiostro abbia avuto modo di fissarsi sul foglio, il filmato dichiara il ruolo fallimentare del poeta, ma più in generale, dell’espressione individuale e della sua circolazione.

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