Appunti dai due lati.
our works, virtual chronicles April 24th, 200720 Aprile 2007: OnArt GridGallery meets NOTgallery
L’esperimento di gioco e interazione ospitato dalle due gallerie (vedi post precedente) ha visto avatar e “umani” a confronto; gli uni chiusi, rispetto agli altri, in mondi “diversi”. Per una volta i partecipanti dai due lati sono stati in grado di dialogare direttamente e di scambiare sguardi e domande; di chiedersi chi avesse più possibilità di azione e quali fossero le differenze tra i rispettivi stati (essere in pixel e essere dal vero).
Gli avatar sono apparsi più liberi e più disinibiti dietro le loro “nuove” fattezze, ma quasi interdetti quando gli “umani” si sono allontanati dal video rimanendo comunque in contatto tra loro (e soprattutto quando si sono avvicinati al buffet ;). Notevole la partecipazione, da una parte e dall’altra del video, nell’una e nell’altra realtà e molte le domande che si sono aperte anche a partire da un primo esperimento del genere.
Chi era presente all’happening? Essere in una galleria virtuale: fino a che punto vuol dire veramente “essere presente”, dal momento in cui basta uscire dal programma o teletrasportarsi all’improvviso in un altro luogo per far svanire le proprie traccie?
E le persone nella NOTgallery: con chi hanno dialogato? Quanto, della persona, rimane dietro l’avatar ? Al proposito citiamo l’opinione di Leandro Agrò scaturita all’interno di una discussione condotta appunto nel Gridcafé qualche sera fa, (della quale torneremo a scrivere): “…i vari canali che stiamo usando, da Twitter a SL sono diverse intensità di segnali che emettiamo: twitter è un segnale debole e continuo come certi sms, mentre SL è pieno, quasi ridondante. Questi canali creano interferenza tra loro, perché non siamo abituati a gestirli, né siamo intrinsecamente così coerenti. La nostra persona è modificata non dal canale, ma dal “momento + il canale”. Risultato: non è una questione di coerenza o di essere semplicemente se stessi. Siamo “noi + un delta”: una variazione che prima non ci era consentita“.

Promotrice della performance è stata Sofia Scarano: l’happening in mixed-realities costituisce un proseguimento della sua tesi sul gioco come creazione artistica… E proprio di “gioco” si è trattato; gioco di specchi e di rimandi da una parte all’altra dei monitor. Non a caso la persona apparsa maggiormente a suo agio era un bambino presente nella NOTgallery che, sorpreso e incuriosito dalla presenza di figure che lo salutavano dall’altra parte dello schermo, ha continuato a scherzare e a porre domande fino alla fine dell’happening, vivendo fino in fondo la componente ludica dell’esperimento. Ci chiediamo se l’immaginario dei videogame abbia contribuito a facilitare la comunicazione.
Ancora un ringraziamento ad Andrea Benassi e a Max di Top-ix per il supporto tecnico, a Sofia Scarano, ad Emika Insoo e a Man Matova, per la promozione e la collaborazione inworld, e, in particolare, a Marco Izzolino e Manuela Esposito che ci hanno ospitato nella NOTgallery e con i quali abbiamo avviato una collaborazione. Alla base di quest’ultima sta la volontà di avvicinarsi sempre più ad una ricerca artistica che tenti una propria ridefinizione attraverso le specificità del metaverso, dei linguaggi che si formeranno all’interno (e ancora in gran parte da inventare) e nella relazione nuova tra i due mondi.
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April 24th, 2007 at 7:42 pm
Davvero interessante. Alla prossima occasione, cercherò di non mancare!
April 24th, 2007 at 9:29 pm
complimenti ;))