Anno Domini 2007
itaglia e itagliani May 5th, 2007Che nel 2007 l’Osservatore Romano paragoni la satira ad un atto di terrorismo è purtroppo nell’ordine delle cose, del clima di scontro dialettico che la Chiesa intende promuovere e delle reazioni violente che suscita. La denuncia dal palco del Primo Maggio fatta da tal Rivera - e accolta con entusiasmo catartico dalla folla - è, a mio parere, del tutto legittima, prima di tutto perché si riferisce a fatti storici definiti come le benedizioni ai funerali di Pinochet e Franco. Di conseguenza le reazioni suscitate appaiono vergognose, sia dal lato dell’editoriale sull’Osservatore, che da quello ipocritamente pilatesco della rappresentanza politica. Anche se si può comprendere la volontà di Prodi di placare gli animi su polemiche evitabili, le reazioni della Chiesa sono atti di ingerenza politica e come tali - con fermezza - andrebbero affrontati.
Inoltre fa male vedere sempre più accomunati lo sfottò di bassa lega (quello del Bagaglino, di Striscia, delle Iene) e la lunga tradizione della satira. Se uno è frutto di una matrice reazionaria, e in quanto tale, legato al potere da un vincolo di mutua convenienza, l’altra è storicamente libera, irriverente e colta, anche e soprattutto quando fa uso dell’immaginario grottesco, troppo spesso confuso con (e accusato di) la volgarità. Valga per tutti l’esempio di Rabelais o Sterne.
La satira da sempre si occupa di quattro temi: sesso, religione, politica e morte, da Aristofane, passando per Lenny Bruce, fino al nostrano Male, (di cui segnalo una recente rilettura di Vincino curata da Rizzoli) e intorno a questi si è costituito come valore civile prima ancora che culturale. La satira andrebbe difesa da parte di ogni società che si professi democratica. Altro che terrorismo.
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May 5th, 2007 at 3:42 pm
Amen!
…anzi: Ramen!
May 5th, 2007 at 5:07 pm
premesso che non l’ho visto, ma ho solo “sentito dire”
premesso che sulle reazioni della Chiesa e della politica sono d’accordo con voi e probabilmente sono d’accordo anche con le parole del tizio… mi sono domandata chi sei tu per imporre la tua opinione in piazza, sapendo che tanto è a senso unico. cioè non ti si può singolarmente rispondere.
insomma, il portavoce delle masse mi infastidisce quanto la chiesa, alla fine.
May 5th, 2007 at 5:34 pm
dimenticavo!
il tizio… faceva satira?
cioè, davvero… non lo so. non l’ho capito.
May 5th, 2007 at 9:48 pm
fede: la tua domanda è giustissima. personalmente, non me l’ero posta perché il tizio che si è fatto portavoce, per caso ha detto cose che condivido. sicuramente, in quel frangente ci si sarebbe aspettato qualcosa più in-topic: discorsi sulla disoccupazione, sulle morti sul lavoro e così via. però forse proprio perché ha voluto fare qualcosa che non ci si aspettava facesse, l’ho apprezzato. il tizio, andrea riviera, è un attore e cantante, ma onestamente, prima di quel concerto non lo conoscevo.
d’altro canto, il contesto in cui era, permetteva a tutte le persone che non erano d’accordo con lui o che per loro era sconveniente mostrarsi d’accordo, di tirarsene fuori. (e così infatti è successo, con risultati peraltro ridicoli, nel caso dell’osservatore romano) ben diverso è un vescovo, papa o politico di turno che va a dire “il popolo italiano sostiene che…”. in quel caso sì che si tratterebbe di un atto di prepotenza, perché un cittadino italiano o il cattolico, pur essendo consapevoli di fare parte di quei gruppi, difficilmente l’hanno scelto di propria spontanea volontà (ci si sono trovati), quindi non è assolutamente scontato che ciò che i portavoce di quei gruppi vanno a dire, sia la stessa cosa che sostengono i membri dei gruppi.
secondo me, non ha voluto imporre la propria opinione e se avesse voluto, non sarebbe comunque mai riuscito a farlo. per imporre la propria opinione avrebbe dovuto essere in un contesto un po’ più “neutro” e lui venire invece percepito dal pubblico come una persone al di sopra delle parti e degna di oggettiva fiducia. cosa che non era, anzi direi che conoscendo il pubblico del concerto del primo maggio, è andato decisamente sul sicuro. difficilmente sarebbe stato fischiato per un discorso simile, ed infatti, il bestiame ha apprezzato