Hi!Tech
(I Fest. dell’Innovazione a Roma)
socialize it, suoni, technology, virtual chronicles, visions, world weird web June 10th, 2007
Si conclude oggi la prima edizione del Festival dell’Innovazione a Roma, una quattro giorni di conferenze, dibattiti, proiezioni e mostre organizzata dalla Lait Spa e officiata all’interno e all’esterno dell’Ara Pacis. Per quanto frettolosamente, siamo riusciti ad avere un assaggio della manifestazione.
Purtroppo abbiamo perso - da irresponsabili - il duo Perens - Stallman (la trinità, insieme a Linus Torvalds, dell’open source): chiediamo venia, ma anche un breve resoconto alla ben più pragmatica figura del nostro amico Kamal. Sorvoliamo sulla seppur interessante chiacchierata tra Tommaso Pincio e Umberto Guidoni, uno dei pochi (due?) italiani a essere finito in orbita, e passiamo immediatamente alla mostra sui quindici anni del computer. Un allestimento che non va molto oltre l’interpretazione letterale del titolo (”C’era una volta il pc, un quarto di secolo di Personal Computer“), in quanto ci si è limitati a presentare qualche pezzo storico di hardware (ricordo ad esempio i vari Sinclair, il PC IBM, l’Apple ][, il Lisa e il Macintosh, oltre che i primi “portatili” da 15 Kg: ovvero, i classici del genere). Roba da feticisti, che nulla toglie e nulla aggiunge, vista la completa mancanza di approfondimento storico, culturale o economico, ovvero di un allestimento adeguato.
Ben più interessante l’intervista al matematico Piergiorgio Odifreddi, largamente concentrata sul suo ultimo lavoro “Perché non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici). Estremamente spigliato e dotato di una vis polemica sempre all’altezza delle obiezioni, il prof. dimostra che la lettura personale dei testi sacri (dalla quale ispira una radicale confutazione fino all’ultima virgola) non è mai informata da un carattere ideologico, bensì da un’attenzione razionale per i problemi che le stesse pagine sollevano. Pagine, beninteso, che si pretendono ispirate da volontà divina.
Alleghiamo, poiché fa bene alla salute dello spirito (appunto!), un video (che trovate anche qui) in cui il nostro risponde con amabile sarcasmo alle critiche mosse da Augias, in una precedente puntata di Le storie:
Ancora distratti dalle note allegramente anticlericali di Odifreddi, ci rechiamo all’ultimo appuntamento del festival: la temutissima conferenza su SecondLife (”Come Alice nello specchio“). Ed esattamente come temevamo, l’incontro si rivela un campionario delle più trite banalità - stra-dette e stra-sentite - sul mondo online: le solite “provocazioni” su sesso & pornografia, sul consumismo sfrenato, sulla mancanza di fantasia, sul tasso di additività e condizionamento che SL produrrebbe. Dal piattume generale emergono tuttavia una serie di interessanti spunti da parte di Derrick De Kerckhove e di Alessandra Poggiani, direttrice di Lait. Del primo: la collocazione dei mondi online nel contesto ben più ampio dell’evoluzione della connettività (dal telegrafo in poi, tanto per chiarire), e l’apprezzamento per lo straordinario contenuto sociale e per la concretizzazione di una sorta di immaginario oggettivo; fenomeni che permettono a SL di compensare un’interfaccia tridimensionale ancora primitiva.
Di Alessandra Poggiani: la giustificazione di una scelta che oggi appare necessaria, per un moderna società di informatica: quella di aprirsi ad un’interazione col pubblico più complessa di quella permessa dal web, e le critiche (condivisibili) alla maggioranza delle comunità italiane di rimanere chiuse nel proprio folklore autoreferenziale.
Fatti salvi i due personaggi citati, il resto, per dire, è noia. Mentre Mario Gerosa, “l’Esperto Italiano di SecondLife”, dichiara ovvietà con un atteggiamento da saccentino risentito, cadendo pure in contraddizione, sul palco si alternano battutine e considerazioni su “falli” ed “emozioni virtuali” che non sfigurerebbero dalle parti della De Filippi. Vabbè.
Benché di per sé non c’entri nulla, ci pensa infine Neri Marcoré a buttarla sulla risata. Meno male.
Tutto sommato il primo festival ha offerto molti buoni propositi, qualche ottimo intervento: speriamo in un finale degno per l’anno prossimo.
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June 11th, 2007 at 5:30 pm
Beh, visto che me lo chiedi con tanta amabile disinvoltura…
E’ stato bellissimo. Oltre che mooolto interessante è stato anche divertente. I due si sono presi costantemente e simpaticamente in giro. E’ stato bello notare come la loro differenza di impostazione rispetto al mondo FLOSS (Free/Libre Open Source Software: http://it.wikipedia.org/wiki/Floss) non gli abbia impedito di fare una conferenza insieme con gli stessi obiettivi (dubito che Richard e Linus avrebbero potuto farla con la stessa tranquillità, certo che però sarebbe uno spasso).
Si deve ricordare che giustamente a Richard sta molto a cuore la diversità tra free software e open source, ma qui per comodità userò il termine FLOSS per riassumere entrambe i concetti.
Bruce era senza voce per 3 giorni di conferenze, mentre Richard sembrava in ottima forma, infatti appena arrivato per mettersi comodo si è tolto le scarpe e ha chiesto di alzare l’aria condizionata… poi ha chiesto di fare più luce sul pubblico e meno sul palco.
Vado a memoria. Richard ha subito iniziato più o meno così (un po’ ce l’aspettavamo ma vederlo fare dal vivo è un’altra cosa): “Questo è il festival dell’innovazione e voi vi aspettate che vi parli di innovazione. Ma il software libero è soprattutto qualcosa che riguarda l’etica e le persone, che sono cose più importanti, e quindi vi parlerò di etica e di persone.” - fantastico. Vi lascio immaginare il seguito.
Bruce e Richard si sono alternati sugli argomenti e sulle domande del pubblico che è stato piuttosto attivo, anche se si è capito da quello che ha detto il professor Di Corinto (il moderatore) che chi ha fatto domande erano i soliti conosciuti (a parte una mia piccola domandina), anche perchè li chiamava per nome…
Quando necessario hanno controbattuto in modo dettagliato i punti sui quali non erano d’accordo uno con l’altro, e non erano pochi. Il pubblico ha applaudito con la stessa passione entrambi.
Bruce ha mostrato alcune slide molto interessanti (che spero di trovare online prima o poi). La cosa che mi è rimasta più impressa (e che non mi immaginavo per niente) è che secondo alcuni suoi dati (non mi ricordo quale organizzazione governativa americana citasse) il 95% del software prodotto dall’industria è “non-differentiating” (d’ora in poi SND), che credo sia un concetto molto simile a http://en.wikipedia.org/wiki/Product_differentiation anche se quest’ultimo riguarda più il marketing di un prodotto che il prodotto stesso.
In sostanza questo vuol dire che quasi la totalità del software ha poco da difendere sul piano dell’invenzione e che quindi è destinato a diventare open e a diffondersi come software open. Un esempio a caso: la Microsoft (che vende a tutti e quindi produce _solo_ SND) dovrà quindi produrre software open source o chiudere l’attività. Nel primo caso ovviamente sarebbe molto ridimensionata.
Il mercato quindi sarà diviso tra il 5% che sarà prodotto come oggi (praticamente in-house o appaltato a qualcuno in modalità “protetta”), una parte non definita (ma in aumento rispetto ad oggi) di software personalizzato (customizzato è troppo brutto) basato sul FLOSS e il restante sul supporto e l’assistenza al prodotto (il che migliorerà sempre più i prodotti). Questo è quello che dice Bruce e quello che spero io. Dovrebbe essere solo una questione di tempo, ma bisogna vedere quanto tempo ci vorrà per “coprire” tutto l’SND e quanto tempo le istituzioni e la gente vorranno farsi del male.
Vorrei raccontarvi altre cose ma il breve resoconto è diventato lungo. Un’ultima cosa: mi sono fatto una foto con Richard! Spero che i ragazzi che si sono gentilmente prestati non abbiano perso la mia mail… vi aspetto!!!
Sembra un po’ infantile ma mi è sembrato impossibile incontrare un mito vivente come Richard e come Bruce. Che occhi visionari, ragazzi.
June 11th, 2007 at 9:02 pm
[…] Con molta disinvoltura, nel post precedente, abbiamo chiesto a qualcuno di inviarci un commento all’incontro tra Richard Stallman e Bruce […]
June 14th, 2007 at 9:01 am
Ciao! Ottimo articolo! E grazie per aver linkato il gustosissimo video dello scontro Augias-Odifreddi!
Puoi trovare un’ulteriore analisi degli interventi mattutini di Stallman e Perens qui:
http://www.oramao.com/biblog/2007/06/07/la-repubblica-del-software-resoconto-della-lectio-magistralis-di-richard-stallman-e-di-bruce-perens.html
E inoltre il mio amico TUXiano ha trovato il video dell’evento:
http://www.tuxiano.com/tux/2007/06/13/stallman-a-roma.html
June 18th, 2007 at 2:48 pm
grazie GNU!
appena posso posto il video
ciao
June 18th, 2007 at 7:26 pm
[…] Tutti conoscono gli U2, la celeberrima band di Dublino, molti conoscono Second Life, alcuni (soprattutto in Italia) conoscono gli Achtung Babies, la band cover di Bono e compagni. Ieri sera, in occasione del Cinecittà Music Village, oramao.com ha avuto l’opportunità di ascoltare per la prima volta la tribute-band italiana degli U2. Sebbene il cantante non possegga l’estensione vocale di Bono, la band sa trasmettere dal palco molta energia: il ridotto numero di spettatori presenti non rendeva giustizia alla bravura del gruppo nel suo complesso. Ancor più esiguo è stato il numero di partecipanti al concerto degli U2 che si è tenuto in un altro mondo, per la precisione nel mondo di Second Life… Tralascio ogni commento: forse sono troppo vecchio per capire certe cose, come la recente campagna per non criminalizzare Second Life, promossa in seguito ai numerosi episodi di violenza che hanno infangato il nome del più famoso dei mondi virtuali… Di Second Life si è parlanto anche durante il recente Festival dell’Innovazione a Roma, a quanto pare in modo apparentemente non molto costruttivo… […]