A building is architecture is media
architecture, arts and crafts, technology March 23rd, 2008Il problema della mediatizzazione dell’architettura. Leggo recentemente, citata da Things Magazine, un’interessante interpretazione del rapporto tra edificio, architettura e (ciò che l’autore definisce): st.architettura (architettura prodotta da starchitects).
Riassunto in poche righe: dalla constatazione che la definizione pevsneriana di architettura (“A bicycle shed is a building; Lincoln Cathedral is a piece of architecture.”) risulta oggi insufficiente, l’autore del post deriva una definizione personale ma “oggettiva” di architettura, ovvero “L’architettura è tutto ciò che gli architetti - o meglio: il mondo dell’architettura - definisce tale“.
La frase, perfettamente circolare e autoreferenziale, sottintende la necessità della mediatizzazione dell’opera costruita perché questa possa assurgere al rango di architettura. L’architetto crea edifici, non crea architettura. La condizione per la quale un edificio diventa architettura, spiega ancora l’autore, è la sua consacrazione tramite pubblicazione.
Un ulteriore strato, oltre l’edificio e l’architettura è quello della st.architecture, vale a dire, ripeto, architettura prodotta da star architects: puro prodotto mediatico, o contenuto esclusivamente nei media, la st.architettura diventa architettura solo nel momento in cui viene costruita.
Riprendendo lo schema dell’autore:
st.architettura→[costruzione]→architettura←[mediatizzazione]←edificio
ossia:
edificio = architettura non mediatizzata; architettura = edificio mediatizzato, o st.architettura costruita; st.architettura = puro media.
La conseguenza di tale sistema è che l’architettura vive esclusivamente come prodotto tra costruzione e media, e non può esistere indipentemente da ognuno dei due estremi.
Ciò mi ricorda profondamente il discorso della storica Beatriz Colomina (autrice di Privacy and Publicity, anche: 2), per la quale “critica”, “immaginario” e “scrittura” sono anch’essi architettura, in quanto la caratteristica definitiva dell’arch. è l’interpretazione. Dove la critica convenzionale ritrae l’arch. moderna come una pratica artistica opposta alla cultura di massa, Colomina vede nei mass media il luogo in cui essa è stata (ed è) realmente prodotta. Ne consegue che l’edificio costruito non è altro che un medium di rappresentazione al pari di disegni tecnici, modelli, schizzi, fotografie, libri, film e pubblicità.
Piuttosto distante è l’opinione del Prof. Giorgio Ciucci (Storico dell’architettura fascista, autore di “Gli architetti e il fascismo“, Einaudi 1989). Ricordo che durante le lezioni era solito descrivere una cosidetta “pornografia dell’architettura” come il parallelismo tra la rappresentazione pornografica propriamente detta e la rappresentazione fotografica dell’architettura (tipica di riviste come Casabella), entrambe tendenti alla deumanizzazione, alla ricerca ossessiva del dettaglio anatomico, alla cancellazione di reperti emozionali e ad un’inevitabile desemantizzazione dell’atto o dell’oggetto illustrato.

(Facoltà di giornalismo a Pamplona, immagine Via: architettare.it)
Se Ciucci punta il dito contro l’illusione anti-pedagogica di poter sostituire l’esperienza fisica dell’architettura con un’immagine spersonalizzante, ancora diverso è il caso dei rendering, ovvero delle immagini totalmente prodotte al computer, comunemente realizzate dagli studi in sede di concorsi o nelle riviste specializzate, per descrivere progetti irreali/zzati.
Riprendo interamente Things Magazine: “Today, the role of modern architecture seems to begin and end with a statement of intent, in this case a terrifyingly literal imposition of science fiction values into the real world. Increasingly, whenever renders are used to whip up a social, cultural or political idyll, detail is subsumed beneath a rosy glow of reflected sunlight on shimmering water and glassy facades, more an indication of advanced rendering techniques than architectural innovation. The easiest way to modulate this light is to focus on experimental, ‘innovative’ forms. Gulf (DUBAI) architecture, with its hard sunlight, flat landscape, seaside plots and apparently insatiable desire novelty, is a renderer’s paradise. It is not, as yet, a truly real place.”

(La Dubai del futuro. Immagine Via: Designboom.com)
Preciso: non vorrei apparire ingenuo quando descrivo fotografia e rendering. E’ cosa nota, dal Pantheon di Piranesi a Shangai di Andreas Gursky, che rappresentazione è interpretazione: non esiste un’immagine oggettiva, come non esiste una scrittura oggettiva.
Non sto discutendo di realismo o di mancanza di realismo in un’immagine, ma dell’oggetto di tale immagine, del suo contenuto e del suo valore nel sistema mediatico di cui l’immagine fa parte.
Mi rendo conto di aver a mala pena grattato la superficie di un iceberg. Mi piacerebbe discutere e portare avanti il discorso anche da punti di vista pluridisciplinari (arte, musica, disegno, design, cinema), se ne avete voglia.
Questo sarà un post da zero commenti; altroché: sicuro come la morte ![]()
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March 25th, 2008 at 4:38 pm
non è detto
March 25th, 2008 at 5:30 pm
secondo me potete superare anche i due commenti
March 25th, 2008 at 7:15 pm
ma anche i tre, guarda.
March 25th, 2008 at 7:22 pm
potremmo addirittura battere il record di “commenti che non c’entrano un cazzo con il post”
March 27th, 2008 at 4:00 am
caro fosco, il tuo post ha centrato l’obiettivo. infatti anch’io penso che una dieta equilibrata, combinata a un regolare esercizio fisico, possa fare miracoli.
salutoni. il tuo blog è simpaticissimo.
pasquale “… e siamo a cinque” la forgia
March 27th, 2008 at 12:16 pm
il problema caro ale è che per smaltire questo articoletto devi farti almeno dieci vasche a farfalla, altro che regolare esercizio fisico …
Fosco “heaviness” lucarelli
(sei)
ps. anke il tuo blog è trrrrrppp simpatikooo! xxx
March 27th, 2008 at 12:55 pm
è proprio vero! basterebbe fare ognuno di noi un piccolo sacrificio e questo mondo sarebbe migliore in ui coltivare le nostre speranze. non credete anche voi? io per esempio sono anni che non uccido più cuccioli di foca con clave realizzate in costola di balena. e voi? cosa fate per migliorare il nostro caro vecchio mondo?
il tuo blog è una luce di speranza. dopo ti mando una presentazione powerpoint sulla speranza.
ciao,
pasquale “slideshow” la forgia
(sette)
March 27th, 2008 at 1:07 pm
io sto cercando di smettere di fumare i ragnetti rossi mentre friggono (vivi naturalmente) nell’olio bollente. Sì lo so che sono vegetariano, ma tutti ci possiamo concedere qualche vizietto di tanto in tanto…
E poi ormai sono così rari… (i ragnetti rossi)
Fosco “i ragnetti rossi sono scomparsi dopo chernobyil” Lucarelli
ps. : quello tra virgolette è un luogo comune personale che sto cercando di promuovere.
March 27th, 2008 at 8:14 pm
cazzo! è vero.
la mia infanzia era dominata dai ragnetti rossi!
dove minchia sono finiti?
chi ha informazioni precise è pregato di relazionare con urgenza, non posso rimanere cosi’.
March 27th, 2008 at 9:15 pm
madonna che ficata sto video!!! sì, me li ricordo anch’io… li schiacciavi e lasciavano sto puntino rosso che sembrava una puntura di spillo.
hai proprio ragione: il disastro di chernobyil ci ha rubato la gioia dell’infanzia. che mondo orribile. meno male che c’è il tuo blog, ricco di contenuti sim-pa-ti-cis-si-mi!
ciao!
pasquale “mi faccio le storie con la mia cumpa” la forgia
March 27th, 2008 at 9:17 pm
qui un post sulla tua città.
ps: questo qui è veramente il dio dei blog.
March 28th, 2008 at 3:57 am
in sardegna i ragnetti rossi ci sono ancora!!!!!
che nostalgia… mi sembra di ritornare ai tempi in cui facevamo a gara di commenti intelligenti.
bel post, davvero. complimentoni!!!
il dio dei blog vince su tutti, tranne che sulla sua fidanzata.
comunque, secondo il test su feisbùc, io sono un “rem koolhaas”, fate un po’ voi.
federica “amore condivido pienamente tutto quello ke hai detto” del proposto
March 28th, 2008 at 10:39 am
grazie, fe. bentornata anche a te, oltre che a Elvio e Ale
no no, il Dio dei blog è lui, lei è al massimo un soprammobile. Anche la sorella non scherza però.
Ad ogni modo ragazzi qui stiamo parlando di un gioiello di letteratura: come non sciogliersi di fronte al costrutto lungo senza punteggiatura, memore di whitman; e al volontario approccio sgrammaticato figlio di Big sur?
e cosa dire - ancora - dell’uso decontestualizzato del vocabolario da amministratore di condominio?
cit:
bè amore mi hai fatto ridere ne avevo bisogno e la cosa che mi piace fare di più insieme a te non ci crederai mai non è ciò che pensi ma è ridere…quando rido con te sto bene e niente in quel momento potrebbe rendermi triste nemmeno un pagamento insoluto di qualche bolletta cmq a parte le cazzate ti amo e spero di non provocarti mai e poi mai noie ma di portarti sempre tanta tanta felicità e di coprirti di baci coccole e….poi te lo dico in separata sede baci baci amore buonanotte!!!!
(commento dal sito http://genovesotta.giovani.it/; in data 06/12/2007 22:41:50, Genova)
per non parlare dell’uso efficace dello slang da strada, ragazzi di vita, ragazzi di vita … E lo stile impressionistico con cui ripercorre i tratti della città? Roma in due righe, come (te) nessuno mai è riuscito.
Ale, fai il tuo lavoro, talent scout.
La foto migliore rimane però quella pre-pornazzo nel sito di lei.
March 28th, 2008 at 10:18 pm
la foto non si può da vede’, comunque vorrei sottolineare, nel costrutto lungo: “fottete chi analizzate”. BEH!
May 14th, 2008 at 9:49 pm
Buona sera i sono colui che deridete in questa pagina se avete una vita grama e non sapete con cosa fare per sfogarvi a parte deridere dei poveri ragazzi innamorati e masturbarvi davanti al pc e avete tutti dei problemi con me ditemele in faccia le cose no??? ditemi cosa vi ho mai detto io? cosa mai vi ho fatto io? ci conosciamo, abbiamo mangiato assieme?NO! e allora cosa vi fotte della mia vita! Io stesso so di essere ignorante in ITALIANO ho problemi nel mettere i punti e le virgole ma che ci posso fare nessuno a parte prendere per il culo ti insegna…Perciò vi prego di recapitare al più presto le vostre scuse più che a me alla mia ragazza grazie distinti saluti il matto.
May 15th, 2008 at 10:30 am
e’ vero, entrare nell’intimo del tuo blog su internet è imperdonabile…
pensa che il mio alle volte lo leggono, delle spie della cina, credo.
con la prova di analisi logica di terza media dei bei tempi (chi non la supera muore), potremmo ancora salvare il paese.
elvis.