Simple y sencillamente: la mejor

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Guardian ad

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Via: FFFFOUND!

Venti anni fa, signora mia!

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Due video tratti dalla trasmissione BBC Micro Live (1985 e 1987).

Nel primo: digital music con il Sinclair ZX-Spectrum e il Commodore 64; con un’introduzione del protocollo Midi, appena inventato (!).

Nell’altro: primi passi (da gigante) della CGI. Con un’intervista a Martin Lambie-Nairn e il making-of dello storico video Luxo Jr. della Pixar / John Lasseter.

Potrei commentare l’ottima interfaccia del software Commodore, la relativa facilità di programmazione della drum machine del Sinclair, oppura la perfetta distribuzione dei pesi nel clip del movimento dell’avatar, ma lascio a voi giudicare. E pensare che io morivo per Space Invaders.

Notevole anche l’evoluzione della capigliatura della presentatrice.

Guardate anche gli altri video correlati a BBC Micro Live.

Via: Everyone Forever (today’s reference!)

Azione e Reazione (nucleare)

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Il video promozionale per l’agenzia nucleare Areva (realizzato da H5, quelli dietro a: Röyksopp “Remind Me”, Alex Gopher “the Child” e Citroën C4), e, di seguito, la sua parodia -amara- .


Thank you!

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Via: Designerblog.

Bloody virals

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Due viral nei quali ci siamo imbattuti negli ultimi tempi. Il primo, in realtà online da Gennaio, ma che ci è tornato in mente da poco, sfrutta le possibilità di interazione e coinvolgimento di SecondLife per realizzare un contest surreale.
Teletrasportandosi sull’isola “Smokin’Aces” si viene reclutati come assassini e si riceve un kit, con tanto di lista degli obiettivi, che permette di operare all’interno di un’area come se si fosse in un videogame; tutto questo grazie alla presenza di un’interfaccia hud (sovrapposta a quella di sl) che consente di controllare il proprio punteggio, identificare i propri target ecc. Il premio per il vincitore, ormai assegnato, era di un milione di LindenDollars.

L’ambientazione e le modalità del gioco richiamano appunto il film “Smokin’Aces”, uscito negli Stati Uniti a Gennaio e al di là della realizzazione tecnicamente interessante, ci sembra che si tratti di un ottimo spunto per lavorare sull’advertising sfruttando le caratteristiche di un mondo virtuale; sono presenti allo stesso tempo l’idea di “entrare” in un film, di impersonare un alter-ego “proibito” (un assassino) e, a differenza di un videogame qualsiasi, di fronte si hanno persone reali connesse al computer il che moltiplica all’infinito le possibilità di gioco, dato che il plot può essere messo in discussione dagli utenti/partecipanti in ogni momento.

slassassins

Il secondo viral è la pubblicità di un centro di bellezza…con sorpresa.
Quest’ultimo, non va molto oltre l’effetto iniziale, non prevede interazione o aspetti simili, ma bisogna ammettere che è comunque di un certo impatto.

Zuppe virali

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In realtà le cose non le scrivo con un ritardo imbarazzante sui tempi (come potrebbe apparire ai più superficiali): al contrario i miei post appaiono su Socks solo in seguito ad un periodo in cui lascio crescere l’aspettativa, che segue ad un’analisi accurata degli argomenti, subito dopo una durissima selezione giornaliera che produce morte e distruzione.

Non è vero, ovviamente…

Tuttavia questo post dedicato ai due eclettici figuri Roberto e Foodstock e ai loro progetti che, pur paralleli, si incontrano spesso, me lo sono trascinato fin troppo. Perciò passo subito a parlarvi, ça va sans dire, di Zooppa, operazione di cui i nostri eroi fanno parte a vario titolo e che appare tra le più interessanti sulla piazza.

Viral marketing
, vi suona? Intanto rimando alla lettura di  "Chris Anderson - The Long Tail", appena uscito in Italia con il titolo "La coda lunga", poi due parole mie.

Siamo dovuti arrivare al 2000-06 per capire che la forma migliore di marketing è il passaparola. Ci è voluta internet, i blog, Amazon, "Who bought this is also interested in these", Ebay, e via dicendo, ma la via per allontanarsi dal marketing convenzionale è stata tracciata.

Ce lo spiegano bene i tipi di Ninja Marketing, guru italiani del settore, che nel loro decalogo tolgono di mezzo i principi abusati di target, stili di vita, planning, brand image e brand awareness e così via, per rimpiazzarli con persone, momenti, hunting, brand reputation e brand affinity
Il marketing non è più il mostro cattivo che turba le nostre coscienze di  bad consumers (per dirla alla Warhol), ma uno strumento pari ad altri per la soddisfazione delle esigenze individuali; non più dall’alto verso il basso ma orizzontalmente: passiamo da un mercato di massa a una massa di mercati, in cui il brand (soprav)vive per la propria reputazione e non per sua imposizione.

E Zooppa, una recentissima startup italo-americana, è guarda caso, un esempio che calza a pennello.
"Advertising goes social", scrivono loro. Traduco: Zooppa segnala il brand, voi fate il video pubblicitario, partecipando ad un contest. I primi tre classificati (ovvero quelli scelti per rappresentare il brand) si distribuiscono 2000$. E’ un meccanismo che si potrebbe definire win-win, in cui tutti ci guadagnano: il brand ovviamente spende mooolto meno per la propria campagna pubblicitaria; Zooppa vive in quanto strumento / portale di relazione; e i partecipanti, male che vada, fanno pratica…

Le comunità della rete, fidelizzando il proprio pubblico, non producono più "solo" critica e contenuti,  ma possono partecipare più o meno attivamente ad un processo, quello pubblicitario, di cui in precedenza non potevano che subirne l’influenza.
Stiamo uscendo dall’epoca dei  "Persuasori occulti", per quanto possa apparire ancora scomodo pensarla altrimenti.
Personalmente credo che linkare Adbusters nella colonna laterale e contemporaneamente promuovere operazioni come Zooppa non sia affatto incoerente: il contrario lo considero ipocrisia. E mi fa piacere sapere che gente come Foodstock e Roberto la pensi come me.
Ci torneremo, ma ora attendo qualche reazione.

Changethis-LongTail-ChrisAnderson.pdf

Issey Miyake 2007

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Il sito che promuove la collezione primavera-estate 2007 di Issey Miyake è un concentrato di animazioni Ascii + Raster art: pesante, inaccessibile, pop-up ovunque e superato nello stile.
Per il resto è eccezionale.

Via: Coscablog.

The Economist Vs. CEOs

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Cliente: The Economist,  Agency: AMV BBDO London, UK  -  [Via] :

Cliente: Wonderbra  -  [Via] :

It’s evolution, baby

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L’evoluzione dei riproduttori musicali, in un’animazione del Grupo Siete per la rivista argentina TdI.

Via:  A la felicidad por la electrónica.

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