An Inconvenient Truth
arts and crafts, urban chronicles, visions 10 Comments »Un ponte ad Amsterdam.
Via: Leo Espinosa
Twitter loading...Un ponte ad Amsterdam.
Via: Leo Espinosa
Per vestire una come Karen O, l’ipercinetica leader degli Yeah Yeah Yeahs, devi essere uno che conosce i limiti e li sa oltrepassare. Noi di Socks, che conosciamo i limiti (i nostri), ci piace mostrarvi questa collezione obliqua, arlecchinesca, decostruita e stramba di vestiti punk-rock che la giovane Christian Joy ha disegnato per la cantante. Se decidete di sfondare nel mondo della musica, ora sapete a chi rivolgervi. Nel frattempo allenatevi con la sua collezione semplificata, adatta a poveri mortali cool. Quale? questa.
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Lunedì 29 ottobre abbiamo assistito alla performance Datamatics v2.0 di Ryoji Ikeda.
Ryoji Ikeda chi? Dj, artista del suono, innovatore nel campo della musica elettronica contemporanea, visual artist. Album : +/- (1996), O’C (1998), Matrix (2001). Ha prodotto installazioni e performance al Centre Pompidou a Parigi, al Millennium Dome e all’Icc di Tokyo. Collaborazioni con musicisti (Ryuichi Sakamoto), coreografi (William Forsythe), fotografi e anche con l’architetto giapponese Toyo Ito (mostra Vision and Reality in Danimarca, 2000).
Datamatics? Si tratta di una performance audio-visiva intesa a rappresentare e descrivere il sostrato invisibile (del flusso) di dati che permea il nostro mondo.
Il tentativo di materializzare le relazioni tra il dato del suono e il suono dei dati si risolve in un linguaggio proprio di linee, punti, traiettorie che descrivono scenari bi- e tridimensionali, mentre la sala si riempe di suoni puri, onde sinuisoidali e rumore. Da sequenze di pattern 2d derivate dallo studio degli errori di hard disk e del comportamento del codice dei software, si passa ai paesaggi tridimensionali di universi in continua rotazione, fino all’introduzione di ulteriori dimensioni al termine della prima metà.
La seconda parte dell’opera deriva da una rielaborazione metatestuale della prima: la decostruzione degli elementi essenziali (suono, dati e codice sorgente) crea una nuova sequenza che è ulteriore astrazione del lavoro originale.
Strati sovrapposti di suono e immagine (inscindibili) conducono spesso al limite fisico dell’ascolto, con la conseguenza che la freddezza iniziale della pièce si converte presto in un’esperienza fisica drammatica.
Mentre il fantasma di Anita Eckberg incontra quello di Boccioni in una fontana di Trevi che risorge sanguinante dalla stasi turistica, riprendiamo possesso del nostro blog.
Lo facciamo in maniera rapida, perché le cose da scrivere sono tante.
Un po’ di biografia recente, cosa rara su queste pagine: come alcuni sapranno, ci siamo trasferiti a Parigi, in un piccolo appartamento tra Gare de l’est e Canal St. Martin, una zona distante circa un quarto d’ora (a piedi) dal centro, ma meno turistica e culturalmente oltre che socialmente vivace. Abbiamo partecipato come membri della jury ad una tesi di laurea nella facoltà di architettura di Belleville e continuiamo i nostri lavori da freelance (in particolar modo quelli per SecondLife e qualche articolo qua e là, ma di questi parleremo in seguito); nel frattempo mb ha iniziato a collaborare con una giovane agenzia di architetti paesaggisti decisamente interessante, e io continuo a mandare in giro il mio portfolio/cv. Siamo in definitiva piuttosto ottimisti: dopo un cambio radicale occorre sempre un po’ di tempo per la stabilizzazione; le ruote sembrano girare e per ora stiamo cercando di evitare questo.
Abbiamo poi iniziato i lavori per la nuova stagione della GridGallery; nel frattempo, se siete a Firenze il 27 ottobre, ci potete trovare al Festival della Creatività alla Fortezza da Basso, dove teniamo un intervento grazie a Costanza Baldini, direttrice della sezione SecondLife Festival. Lei è una nostra “vecchia” conoscenza: critica non convenzionale di arte contemporanea, sotto lo pseudonimo NicoleDiver firma valanghe di rubriche interessanti, di cui Cross the Line (ovvero “la linea dove la musica incontra l’arte contemporanea“) è l’ultimo episodio. Da leggere assolutamente. Non fosse altro che tocca alcuni tra i miei favoriti storici (Daniel Clowes e gli Eels di Souljacker pt.1 - vedi il video in basso - ). Inserire infine nella categoria: “Vorrei averlo scritto io”
Conoscete il Palais de Tokyo? E’ un vecchio edificio parigino recentemente ristrutturato dalla coppia di architetti Lacaton & Vassal, per ospitare mostre spesso aggressive, slegate dalle logiche istituzionali del Centre Pompidou. L’ultimo programma espositivo è stato demandato del tutto all’artista svizzero Ugo Rondinone, che, in “Third Mind”, realizza una sorta di cartografia del suo cervello, dei suoi deliri e delle sue influenze, attraverso la quale può quindi avvenire una deambulazione spontanea priva di inizio e fine certi. Tra le opere più rappresentative: l’auto vandalizzata di Sarah Lucas e i cut-ups di Burroughs con Brion Gysin. Date un’occhiata anche alla presentazione, con video e testi.
Les artistes ne sont jamais là où on les attend. Ils portent un regard unique et éclairé non seulement sur notre réalité, notre quotidien, mais également sur les travaux de leurs contemporains.
Al cinema c’è Control, l’ultimo, (o meglio, il primo) lungometraggio di Anton Corbjin, sul cantante dei Joy Division Ian Curtis. Non amo vivisezionare un film, ma qui si può fare un’eccezione: il bianco-nero sgranato della fotografia appare subito appropriato ad una sceneggiatura costantemente cupa, mentre i frammenti di Disorder, Transmission, She’s lost control assumono un senso del tutto nuovo grazie al volume alto della sala; come se questi pezzi non li avessi mai ascoltati davvero…
Tra chi ne parla benissimo, e chi ne evidenzia le inesattezze storiche, il film non riesce a convincermi completamente. Forse il tentativo del regista (peraltro condivisibile) di umanizzare il personaggio alienandolo dalla mitologia, lo porta a ritrarre esclusivamente un Curtis vittima delle proprie angosce, sminuendone - forse involontariamente - l’indiscutibile valore artistico.
Quando arriverà in Italia, (se arriverà), mi darete le vostre opinioni.
Vi lascio con il filmato originale dell’apparizione dei Joy Division in Granada Television, presentati da Tony Wilson (una scena interamente ricreata nel film).
A presto!
1) Ridgemont non è una città reale. Meglio: Ridgemont è tutte le città reali. E’ ripetizione, eccesso, ridondanza. “Ridgemont is about our desire for a mythic lifestyle, one industry’s attempt to fulfill that desire, and what the results look like to a passerby“. Un delirio suburbano che rifugge l’immaginario obliquo à la Lynch per esprimere la propria impraticabilità attraverso tutti i parametri del reale.
Ridgemont è l’oggetto della ricerca tipologica di Mark Luthringer, fotografo.
2) Dove Bernd & Hilla Becher guarda(va)no al paesaggio industriale della nativa Germania, e i naturalisti ottocenteschi si concentravano sulla catalogazione ossessiva dell’universo biologico conosciuto, Luthringer guarda al paesaggio suburbano dissezionandolo nelle singole categorie rappresentative: automobili, edifici, cellulari. Forme e Dimensioni, in tale ordinamento tipologico, non forniscono una differenziazione quantitativa, ma esprimono la caratteristica dominante delle cose: “(…) extra large trucks and SUV’s. (:) Designed for maximum intimidation, these are the perfect vehicles for an angry, insecure nation.(…) They are so extreme, and so defiant in the face of any sense of restraint that they seem a form of denial transformed from something passive into something active, like their size is some kind of end in itself“.
3) L’atto creativo del fotografo/artista è nel collezionare e nel raggruppare le fotografie, non più nel vedere o creare.
Il consumismo esercita la propria azione coattiva imponendo l’assimiliazione del caos e della varietà di marche, prezzi, stile, nazionalità dei prodotti in cui siamo immersi. Attraverso la semplificazione, il confronto, la categorizzazione e il raggruppamento, ordiniamo mentalmente - digerendoli - i singoli elementi dell’abbondanza in cui siamo immersi, con la stessa naturalezza con cui respiriamo ossigeno.
Con i propri lavori, Luthringer denuncia in superficie tale processo endogeno.
4) L’autore ritiene che la fotografia abbia un rapporto privilegiato con il soggetto e con la realtà che lo sottende. Data l’intima relazione di spazio e tempo tra camera e soggetto e la concezione della fotografia come registrazione delle interazioni tra i due, le immagini non possono trasmettere tanto una somiglianza attendibile con il soggetto, piuttosto l’idea di esso, “or, as the pointing finger pictures of John Baldessari try to show us, the instruction to think about it“.
5) La tecnologia digitale rivela la fotografia per ciò che - in realtà - è sempre stata: un veicolo immateriale di informazione. Sciolto il vincolo superfluo dello sviluppo chimico del negativo, essa raggiunge infine il proprio destino naturale.
Ecco cosa può succedere se i coinquilini, durante la vostra assenza, scoprono di avere un lato creativo: il Pink Prank Project.
Via: Andreaxmas
Riceviamo da Costanza Baldini e pubblichiamo su Socks il comunicato per Digiarte 2007, un’interessante manifestazione che questa sera giungerà anche su SecondLife. Ci vediamo lì!
Digiarte 2007 ospitata nell’isola di intoscana.it su Second Life
La mostra di arte digitale Digiarte 2007 sarà ospitata nel nuovo Palazzo delle Esposizioni nell’isola virtuale di intoscana.it: [57, 181, 104 (mature), Tuscany, Italy].
L’annuale manifestazione si svolge dall’11 al 26 maggio al Plasma di Firenze e all’Ipercoop di Sesto Fiorentino replica la mostra di video e foto anche in Second Life. L’inaugurazione della mostra nel palazzo virtuale si terrà lunedì 14 alle 21 e rimarrà visibile per tutta la durata della manifestazione nella vita reale.
Nella sezione videoarte sono presenti: Caterina Pecchioli con un video inedito ‘Nc’era na vota’; i pistoiesi Influx con il video “Messa in onda” e una loro performance in collaborazione col duo bolognese di musica elettronica Matter; il cyber artista Marco Cardini con il video “PolyChronoMos quadro cibernetico”; la collettiva di fotografi LostItaly con “Le città invisibili” un video/photo-slide, un percorso affascinante e suggestivo tra le rovine industriali del nostro paese; Federico Bucalossi con il video “Easy Visual Steps to Dehumanization” con frequenze a determinati hertz per cancellare il surplus quotidiano utilizzando forme elementari; Claudio Bozzatello con il film-documentario “Foku” girato nell’acciaieria abbandonata Falk vincitore come miglior cortometraggio al Torino Film Festival nel novembre 2005; Paolo Carta con il suo ultimo video ‘IntoMy_07’ e, infine, Ciboideale con tre video: ‘cribrazione’, ‘cribrazione minus1’ e ‘cribrazione minus2’.
Nella sezione fotografia sono presenti: Maggie KS con i suoi moderni e coloratissimi autoritratti, Caterina Pecchioli con i suoi ‘Autoritratti-Memory”, Sébastien Pérez Duarte, con autoritratti in proiezione stereografica, Ryan Gallagher del gruppo Camera Toss e le loro fantastiche foto fatte lanciando (!) la macchina fotografica
Si parte venerdì 11 maggio con l’inaugurazione al Plasma locale glamour di Firenze con una serata in cui si inaugurerà la collettiva video che resterà in mostra per una settimana. In questa occasione Lorenzo Baronti suonerà la sua ‘micromusic’ fatta principalmente con il Nintendo GameBoy e sarà affiancato da Logu per il VJ set.
Lunedì 14 maggio, nel pomeriggio, si aprirà la sezione fotografica all’Ipercoop di Sesto Fiorentino con un reading a tema “biografia e autobiografia”.
Sabato 19 maggio ci sarà anche il consueto convegno (in sede da definirsi) che vede, per ora, la partecipazione di Fernanda Moneta, autrice del libro ‘Tecnocin@. Transmedia, videoarte, videogiochi tra Cina, Corea del Nord, Hong Kong’, il videoartista Federico Bucalossi, Irene Melega che presenterà la sua ricerca sulla videoartista Pipilotti Rist, Carlo Isola Docente di Digital Video all’Accademia di Belle Arti di Firenze, l’artista internazionale Edoardo Malagigi e Luca Farulli Docente di Psicologia dell’arte e Arti Multimediali presso il Corso di Laura di Cultura e Stilismo della Moda presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Firenze.
La rassegna si chiude sabato 26 maggio con una serata speciale, presso il locale Plasma, dedicata alle performance di arte contemporanea con la partecipazione straordinaria del team ReacTable da Barcellona che suonerà usando un TAVOLO DIGITALE sul quale saranno appoggiati “pod” musicali interattivi. Seguirà la performance di Influx insieme al duo di musica elettronica bolognese Matter.
Per informazioni: www.digiarte.info
Con qualche giorno di ritardo parliamo dell’evento tenutosi nella GridGallery lunedì 7 Maggio.
Kai Zen, ensamble narrativo che ha pubblicato il primo libro in Creative Commons per Mondadori, “La strategia dell’ariete“, ha presentato quest’ultimo in Galleria, attraverso una modalità inedita resa possibile da Secondlife.
Ognuno degli autori ha interpretato uno dei personaggi principali del libro e raccontato la propria storia in prima persona inseguendola attraverso il complesso intreccio del romanzo. L’abilità dei Kai Zen è stata anche nel riuscire a coinvolgere il pubblico attraverso un mezzo al quale è notoriamente difficile affidare una narrazione, quale è la chat. Eppure nonostante le difficoltà iniziali, dovute soprattutto alla presenza di moltissimi avatar in contemporanea (la sim è stata a lungo “full”), gli spettatori hanno seguito rapiti il racconto dei quattro autori/personaggi e posto numerose domande alla fine. Da queste ultime scaturisce l’idea di sviluppare una narrazione collettiva che si serva delle potenzialità di coinvolgimento proprie di Secondlife; a questo proposito stiamo discutendo con i Kai Zen delle modalità di realizzazione dei prossimi incontri e vi terremo aggiornati.
Nel frattempo la mostra legata al libro nella GridGallery è ancora visitabile e racchiude immagini ad esso legate, oggetti, suoni, video; quello che abbiamo definito un primo esperimento di augmented novel. E’ possibile inoltre scaricare il libro dalla galleria stessa.
Per un reportage approfondito della serata rimandiamo al testo di Elliy Writer e ringraziamo nuovamente per il supporto Archimedix , invitandovi, ancora una volta, a visitare la sua “Biblioteca Archimedica” sempre sull’isola di Idearium.
Leah Buechley lavora sull’integrazione di componenti elettroniche nei capi di abbigliamento e accessori. Utilizzando tessuti conduttori tagliati con laser e convertendoli in veri e propri computer in miniatura, la ricercatrice/artista del Colorado realizza PCB di tessuto, braccialetti e t-shirt con led programmabili, microcontrollers simili ad Arduino, e kit hardware e software per costruire e sperimentare liberamente.
Una sorta di E-Cimba? Vedere il video per credere!
Kai Zen presenta il libro ‘La strategia dell’Ariete’ su Second Life
Lunedì 7 maggio 2007 ore 21:00

Nella galleria d’arte virtuale GridGallery, situata nella regione Idearium di Second Life, il luogo virtuale più popolare del momento, i Kai Zen presenteranno Lunedì sera 7 maggio il loro libro “La strategia dell’Ariete“. Kai Zen, ensemble narrativo formato da Jadel Andreetto, Bruno Fiorini, Guglielmo Pispisa e Aldo Soliani, quattro autori che abitano in città diverse (Bologna, Bolzano, Messina, Milano) e che si sono conosciuti e lavorano insieme attraverso Internet, ha pubblicato recentemente per Mondadori Strade Blu ‘La strategia dell’Ariete’. Romanzo di avventura dalle tinte forti e oscure, corale e storico, ambientato in epoche differenti e in varie parti del mondo, sta riscuotendo un successo inatteso in libreria e molte richieste di presentazioni in tutta Italia.
In puro stile Kai Zen, gruppo che esiste grazie a Internet e che della rete possiede vizi e virtù, non poteva mancare una presentazione ‘virtuale’ del romanzo all’interno del sensazionale mondo di Second Life. GridGallery, attraverso i suoi curatori Fosco Lucarelli e Mariabruna Fabrizi, ospiterà questo evento unico e pionieristico, con uno spettacolo multimediale fatto di immagini ispirate dalle atmosfere del libro, brani ascoltabili on line e la presenza degli avatar dei quattro autori e dei due curatori della galleria, nel cui spazio virtuale saranno disponibili copie scaricabili del libro, pubblicato
da Mondadori per la prima volta con licenza Creative Commons.
Un evento da non perdere, comodamente seduti davanti al proprio computer di casa, Lunedì 7 maggio 2007 alle ore 21:00.

Per trovare GridGallery, galleria d’arte virtuale situata nella regione Idearium di Second Life, ecco le coordinate: “IDEARIUM 70, 151, 27″.
Per ulteriori informazioni e aggiornamenti sulla galleria e sulla regione, oltre a diversi tutorial per accedere a SL, visitare i siti web:
www.gridgallery.splinde
www.idearium.org,
www.secondlife.com
I riferimenti dei Kai Zen:
www.lastrategiadellariete.org
www.kaizenlab.it
Nel frattempo date un’occhiata all’articolo uscito sul Corriere della Sera - edizione Bologna !
(clicca per leggere il PDF)
Si tratta del Lemur e del Reactable, due fra gli hardware musicali che da qualche anno trovano nella rete la loro - meritata - dose di gloria.
Il primo, che conoscevo da un po’ visto che il distributore americano è nientemeno che la Cycling ‘74, la casa sofware dietro Max/Msp) è un’affascinante “Multitouch control surface for live performances“, ovvero uno strumento per performance musicali dotato di una tecnologia proprietaria che permette il controllo di switch, fader e altri oggetti attraverso le dita di una mano e che ovviamente può essere connesso al Pc/Mac attraverso controller Midi. In effetti basterebbe l’interfaccia paradossalmente un po’ retrò (non trovate che assomigli vagamente a KITT, il computer parlante di Supercar?) per innamorarsi a prima vista di quest’oggetto. (Tranne poi dimenticarlo dopo averne letto il prezzo…)
L’altro, il Reactable (crasi di React + Table) è un prodotto simile per modalità di interazione, - “Tangible user interface” - , ma a differenza del Lemur, si concentra su un’estrema libertà e immediatezza nell’utilizzo. Sviluppato dal team di ricercatori del Music Technology Group dell’Università Pompeu Fabra di Barcellona, il tavolo permette l’interazione di più musicisti attraverso lo spostamento di alcuni oggetti su una superficie luminosa. Il movimento e la relazione tra tali oggetti, che rappresentano componenti di un classico sintetizzatore, permette di sperimentare topologie sonore complesse, tra filtri, modulatori e generatori.
Bene, se finora tali strumenti sono stati visti per lo più nel cerchio degli sperimentatori del TED, dei video YouTube e dei report di qualche fortunato blogger, per la prima volta leggo (qui e qui) che Bjork sta utilizzando proprio il Lemur e il Reactable per i suoi spettacoli live. Se da un lato ciò significa l’ingresso di tali strumenti in un mercato industriale (forse supportato dal recente hype per le tecnologie touchscreen, vedi iPhone), dall’altro è meno ovvio, ma altrettanto interessante, notare come tali prodotti, con tutto il loro portato estetico di luci, movimento e interazione, possano compensare quel deficit di spettacolo tipico di una performance elettronica , rispetto ad un concerto rock.
In un contesto di crisi del mercato musicale, mentre il download è diventato (o lo diventerà senza dubbio) il veicolo privilegiato di fruizione, il concerto o la performance generica offrono un’irrinunciabile componente legata all’esperienza. Di conseguenza tali strumenti, contrariamente ad un modesto laptop, sembrano poter associare alla componente musicale propriamente detta (bravura tecnica, capacità di improvvisazione e sperimentazione ecc.) un surplus di spettacolarità (interazione con il pubblico, movimento, messa in scena) che non sempre, nel caso dell’elettronica, può essere offerto solo dai visual proiettati.
“The right number” di Scott McCloud (già venerato autore di “Understanding comics” e del più recente “Making comics”. Un grazie a Mau, lui sa perché…) è una storia a fumetti sperimentale che utilizza un formato sperimentale e un sistema di acquisto sperimentale. O forse è “soltanto” una storia su matematica, sesso, ossessioni e numeri di telefono? “Soltanto”?
Intanto leggete le prime due puntate sul sito. La terza arriverà presto.
Via: Boingboing.
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