Tanto lo so. Lo so che alla fine ritornate sempre lì, a gustarvi colpevolemente quello che già conoscete… I giochini sono come i libri, come gli album, vi accompagnano per anni, forse e anche più poiché non richiedono eccessivo impegno, non offrono un’immagine di voi, sono semplicemente lì, in attesa di farvi passare del tempo quando la pressione degli impegni vi costringe a dichiarare la resa. E inevitabilmente finite per preferirne uno in particolare, quello che nel tempo si è meglio adeguato alla svogliatezza, ché si sa, è diversa per ognuno. Io ad esempio, ogni tanto torno a Puzzle Bubble, (ricordate? quello in cui devi unire tre pallini dello stesso colore per farli esplodere); quando mi secco di cercare, quando i riflessi non rispondono adeguatamente, quando ogni altro tipo di attività è sollecitamente escluso dalla mia inerzia fisiologica. Guardo quei pallini e mi rilasso una mezz’ora, sapendo ciò che mi aspetta, senza troppo sforzo, come una camomilla o una dormita pomeridiana…
Beh, ultimamente ho scoperto una variante "spiraliforme" di Puzzle Bubble, dove neanche il titolo si impegna troppo ad uscire dal seminato. Lucky Bubble forse non sarà all’altezza dell’originale (con tutti quei ricordi…ehm… non esageriamo) ma fa il suo lavoro, e senza pretendere troppo. Avanti, allora.
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