Made my day

arts and crafts, dont do this at work, information graphics, oh my flickr, playtime, suoni 2 Comments »

Definito, non a caso, Jokes for nerds, “Song chart meme” è un grandioso Flickr-game che consiste nel rappresentare (e far riconoscere) famose canzoni pop per mezzo di grafici.

songchart
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Anche in: The SONG CHART Pool
Via: Information Aestethics.

Print Screen Analogico e Altre Follie

dont do this at work, pillole, playtime, world weird itself 4 Comments »

Via: JunkiePop

Don’t do this at work - 14
[Dio è morto edition]

dont do this at work, playtime 1 Comment »

Visto che era un po’ di tempo che qui a Socks non si postavano giochini, eccoci tornati in gran forma con Bible Fight: il picchiaduro tra personaggi biblici che sta spopolando negli antri telematici del Vaticano.
E poi scusate: ma la rivincita di Eva su Dio, son soddisfazioni! Occhio a Noé e ai suoi animali, ma soprattutto occhio alla Madonna, che pare abbia un calcio della Madonna. (Ehm… l’ho detta! l’ho detta! - ma non è mia …)

Bible Fight
Via: Inkiostro.

Don’t do this at work - 13 [ignorance edition]

dont do this at work, world weird itself 7 Comments »

1) Guardate questo filmato incommentabile.
2) Giocate a World Map.
3) Ritirate quello che avete pensato dopo il filmato…
(io ho ottenuto un vergognoso 55)

Don’t do this at work - 12

dont do this at work 8 Comments »

(Per sei  giorni) da "Socks" a "Socquettes". Nell’attesa evitate centri di gravità permanente.

don’t do this at work - 12

dont do this at work 7 Comments »

C’è qualcuno che ricorda i Lemmings?

lemmings

don’t do this at work - 11

dont do this at work 5 Comments »

Cyrkam Airtös, giochino antistress. Da somministrar(si) preferibilmente dal lunedì al venerdì, ripetutamente durante il giorno. Sconsigliata ai dipendenti l’assunzione della musica di accompagnamento in presenza di superiori.

Cos’è? [updated!]

advertising, dont do this at work, playtime, world weird itself, world weird web 10 Comments »


I’m pickin’ up good vibrations
She’s giving me excitations
I’m pickin up good vibrations
(oom bop bop good vibrations)

don’t do this at work - 10

dont do this at work, playtime 6 Comments »

Dopo il riposo estivo, torna l’appuntamento con il "don’t do this at work" settimanale; perché è solo quando il lavoro ricomincia che si può trasgredire, no?

Line rider non è un vero e proprio gioco, non ha punteggio né classifiche, eppure può creare una dipendenza infernale. Si tratta di disegnare una linea dall’angolo superiore sinistro a quello inferiore destro: cliccando play, questa diventerà una collina da far percorrere ad un piccolo pinguino  senza fargli rompere l’osso del collo. I poveri incoscienti potranno anche scaricarsi una versione eseguibile potenziata.

Chiaramente i miei primi tentativi non potevano non essere vergognosi rispetto a quelli presenti nel sito ufficiale (!) e in particolare a questo virtuosismo qua:

don’t do this at work - 9

dont do this at work 3 Comments »

Tanto lo so. Lo so che alla fine ritornate sempre lì, a gustarvi colpevolemente quello che già conoscete…  I giochini sono come i libri, come gli album, vi accompagnano per anni, forse e anche più poiché non richiedono eccessivo impegno, non offrono un’immagine di voi, sono semplicemente lì, in attesa di farvi passare del tempo quando la pressione degli impegni vi costringe a dichiarare la resa. E inevitabilmente  finite per preferirne uno in particolare, quello che nel tempo si è meglio adeguato alla svogliatezza, ché si sa, è diversa per ognuno. Io ad esempio, ogni tanto torno a Puzzle Bubble, (ricordate? quello in cui devi unire tre pallini dello stesso colore per farli esplodere); quando mi secco di cercare, quando i riflessi non rispondono adeguatamente, quando ogni altro tipo di attività è sollecitamente escluso dalla mia inerzia fisiologica. Guardo quei pallini e mi rilasso una mezz’ora, sapendo ciò che mi aspetta, senza troppo sforzo, come una camomilla o una dormita pomeridiana… 
Beh, ultimamente ho scoperto una variante  "spiraliforme" di Puzzle Bubble, dove neanche il titolo si impegna troppo ad uscire dal seminato. Lucky Bubble forse non sarà all’altezza dell’originale (con tutti quei ricordi…ehm… non esageriamo) ma fa il suo lavoro, e senza pretendere troppo. Avanti, allora.

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