Trevi Bloody Trevi + Quicklist!

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Mentre il fantasma di Anita Eckberg incontra quello di Boccioni in una fontana di Trevi che risorge sanguinante dalla stasi turistica, riprendiamo possesso del nostro blog.

fontana di trevi sanguinante
Via: Pruned.

Lo facciamo in maniera rapida, perché le cose da scrivere sono tante.

Un po’ di biografia recente, cosa rara su queste pagine: come alcuni sapranno, ci siamo trasferiti a Parigi, in un piccolo appartamento tra Gare de l’est e Canal St. Martin, una zona distante circa un quarto d’ora (a piedi) dal centro, ma meno turistica e culturalmente oltre che socialmente vivace. Abbiamo partecipato come membri della jury ad una tesi di laurea nella facoltà di architettura di Belleville e continuiamo i nostri lavori da freelance (in particolar modo quelli per SecondLife e qualche articolo qua e là, ma di questi parleremo in seguito); nel frattempo mb ha iniziato a collaborare con una giovane agenzia di architetti paesaggisti decisamente interessante, e io continuo a mandare in giro il mio portfolio/cv. Siamo in definitiva piuttosto ottimisti: dopo un cambio radicale occorre sempre un po’ di tempo per la stabilizzazione; le ruote sembrano girare e per ora stiamo cercando di evitare questo.

Abbiamo poi iniziato i lavori per la nuova stagione della GridGallery; nel frattempo, se siete a Firenze il 27 ottobre, ci potete trovare al Festival della Creatività alla Fortezza da Basso, dove teniamo un intervento grazie a Costanza Baldini, direttrice della sezione SecondLife Festival. Lei è una nostra “vecchia” conoscenza: critica non convenzionale di arte contemporanea, sotto lo pseudonimo NicoleDiver firma valanghe di rubriche interessanti, di cui Cross the Line (ovvero “la linea dove la musica incontra l’arte contemporanea“) è l’ultimo episodio. Da leggere assolutamente. Non fosse altro che tocca alcuni tra i miei favoriti storici (Daniel Clowes e gli Eels di Souljacker pt.1 - vedi il video in basso - ). Inserire infine nella categoria: “Vorrei averlo scritto io”

Conoscete il Palais de Tokyo? E’ un vecchio edificio parigino recentemente ristrutturato dalla coppia di architetti Lacaton & Vassal, per ospitare mostre spesso aggressive, slegate dalle logiche istituzionali del Centre Pompidou. L’ultimo programma espositivo è stato demandato del tutto all’artista svizzero Ugo Rondinone, che, in “Third Mind”, realizza una sorta di cartografia del suo cervello, dei suoi deliri e delle sue influenze, attraverso la quale può quindi avvenire una deambulazione spontanea priva di inizio e fine certi. Tra le opere più rappresentative: l’auto vandalizzata di Sarah Lucas e i cut-ups di Burroughs con Brion Gysin. Date un’occhiata anche alla presentazione, con video e testi.

Les artistes ne sont jamais là où on les attend. Ils portent un regard unique et éclairé non seulement sur notre réalité, notre quotidien, mais également sur les travaux de leurs contemporains.

sarah lucas parking

Al cinema c’è Control, l’ultimo, (o meglio, il primo) lungometraggio di Anton Corbjin, sul cantante dei Joy Division Ian Curtis. Non amo vivisezionare un film, ma qui si può fare un’eccezione: il bianco-nero sgranato della fotografia appare subito appropriato ad una sceneggiatura costantemente cupa, mentre i frammenti di Disorder, Transmission, She’s lost control assumono un senso del tutto nuovo grazie al volume alto della sala; come se questi pezzi non li avessi mai ascoltati davvero…
Tra chi ne parla benissimo, e chi ne evidenzia le inesattezze storiche, il film non riesce a convincermi completamente. Forse il tentativo del regista (peraltro condivisibile) di umanizzare il personaggio alienandolo dalla mitologia, lo porta a ritrarre esclusivamente un Curtis vittima delle proprie angosce, sminuendone - forse involontariamente - l’indiscutibile valore artistico.
Quando arriverà in Italia, (se arriverà), mi darete le vostre opinioni.

Vi lascio con il filmato originale dell’apparizione dei Joy Division in Granada Television, presentati da Tony Wilson (una scena interamente ricreata nel film).
A presto!

Baluardi della famiglia

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vauro

Tre anni fa

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Madrid, l’11 marzo di tre anni fa era una città diversa.
Madrid, tre anni fa: i ricordi raccolgono presto polvere, pare; scivolano via… nonostante eventi del genere non possano che scuoterti fino alle ossa.

Madrid, tre anni fa si svegliava con tre attentati in successione in cui morirono 200 persone. Perdonatemi la retorica, se la leggete fra queste righe, ma allora vivevo lì, a poche centinaia di metri dalla stazione di Atocha. Queste "Footnotes from Madrid", come le descrissi il giorno dopo agli amici a cui le spedii, le scrissi rapidamente, istintivamente, nella lingua più accessibile: alcuni di quelli che lessero la mia email sentirono il bisogno di inoltrarla ai propri contatti: ricevetti presto moltissime risposte, anche da sconosciuti. E il naturale esorcismo di cui sentii allora la necessità, esige di essere replicato, di tanto in tanto.

Madrid March 11th, 2004 : if you’re feeling sinister

Hello there, my friends,
with a mixture of empathy and shame, all eyes are focused on Madrid.
Being involved in a bizarre world of opinions on these breaking news, the occasion to participate into the definition of even one pixel of the tableau seemed like a duty, while writing in english is an obliged choice to let you all share.
The strident contradiction between the image of normal life I am used with and that horror-like showcase of blood, smoke and grey weather I had the sad opportunity to see with my eyes, revealed something surreal. The facts occured are perhaps the first of the new century to have such a lasting impact on European people popular imagination, letting me think that in this very moment Madrid has a bit of everything going on in terms of fear, frustration, impotence…
I would not be involved in this soccer supporters-like forming groups of opinions on "who did it" or "who didn’t", that’s another topic, I just ask myself, showing off my banal condition of an ant-like man, if could exist a reason, an idea, something, to justify this mankind perversion. It could not, evidently..
So i spent the entire daytime of yesterday leaning against the wall, looking pensively on the ground, losing strength as the time went on…
Later in the evening I attended alone to a concert, "Belle and Sebastian" playing after a minute of silence and letting the audience fall in its peaceful, acoustic and dreamy-space sound cleaned through the years. A weird sense of melancholy was producing, I could not resist to a tear crossing my face.

So it goes,

fosco

Radio e podcast!

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Poco fa sono stato intervistato da Raffaella di Primaveraradio, (radio che trasmette nella zona di Taranto e Lecce, del circuito Popolare Network). Nella decina di minuti della chiacchierata, ho provato a dire tutto il possibile e l’immagine sulla GridGallery.

La domanda è: cosa ci inventeremo questa sera per trascorrere due ore dai simpatici tipi del podcast 2punto0? Per saperlo, ascoltateci in diretta dalle 22.00 (su Radiorana, nientemeno) o scaricate in seguito la puntata.
Poi, soprattutto, siate clementi!

Ventisei, il 26

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[clicca per ingrandire].

One thousand delicious

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Avete mai visitato il mio account su del.icio.us? Oggi può essere l’occasione giusta visto che ho raggiunto i miei primi mille bookmarks!

Del.icio.us?

5 cose che non sai di me

go public 13 Comments »

Tutti a scrivere cose tipo …Normalmente non mi presto a queste cose…, oppure …Non amo partecipare alle catene…, e poi tutti a elencare, inevitabilmente compiaciuti perché fa tanta autostima.  Ecco, diciamolo onestamente: io invece un po’ ci speravo di essere sfiorato da "5 cose che non sai di me", la catena che consiste nell’elencare cinque piccole cose non note al (grande) pubblico riguardanti se stessi e di linkare altri blogger per proseguire. ;)

Dicevamo… normalmente non mi presto a queste cose, ma Pasta Mista, colei che ci ha più o meno direttamente nominato, ci sta simpatica.  Poiché questo è un blog scritto a quattro mani (o due mouse?) le cinque cose saranno distribuite così: due per me, due per mb, e una condivisa.

f: sono vegetariano al 60% perché animalista, e al 40% perché durante l’Erasmus a Madrid, tre anni fa, ho mangiato troppi kebab al pollo.

f: sono un amante segreto della Colonnina Blu de la Repubblica. Senza un carico quotidiano di Curiosità Ormai Vecchie Di Mesi, Gallerie Fotografiche Di Vip Sconosciuti e di Calendari Trash, non riuscirei a cominciare bene la giornata.

m: ora ho la febbre…

m: non ho (mai) saputo resistere a questo.

condivisa: da oggi se girate in zona Ostiense a Roma, vi potrete connettere gratuitamente al nostro wi-fi fon-spot. Grazie a Kamal e alla fonera che ci ha fatto arrivare gratis, via Matteucci è diventata un piccolo hot spot pubblico!

E ora giro la catena ai soliti noti:
santafede, pasquale & co, foodstock, cimba e flo.

Detto per inciso: poi, ci sono le altre catene: lo Zeitgeist personale, il Best of 2006, i Libri, insomma: incatenatevi pure ;)

Ripetizioni

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Tra le centinaia di feed, digg, blog, siti che visito mensilmente, mi capita di frequente di leggere articoli diversi su uno stesso argomento. La ripetizione di una notizia/argomento evidenzia il livello di interesse "sociale" suscitato dallo stesso, mentre su un piano puramente individuale agisce come un meccanismo inconscio del tutto analogo a quello della persuasione pubblicitaria. Credo che il valore e l’attenzione per le notizie in rete vada sempre più legandosi a fattori - ancora non del tutto controllabili -, quali la ripetitivà ossessiva, l’autorevolezza o il credito sociale degli autori, il passaparola, ecc..; fattori che distinguono ciò che si perderà nel nulla da ciò che conquisterà i suoi 15 minuti di gloria.
Torneremo nel tempo su questo.

tara donovan

Le opere di Tara Donovan mi sono passate davanti per un po’ prima di attirare veramente la mia attenzione. Analogamente a quanto ho appena scritto, l’interesse per esse, benché a seguito di scorse tutt’altro che approfondite, è cresciuto nel corso del tempo, tanto da indurmi infine a scriverne qui. Donovan studia le proprietà fisiche di oggetti comuni (e prodotti in serie) come bicchieri di plastica, nastri adesivi, fili di nylon, ecc, per realizzare, mediante il loro assemblaggio, paesaggi naturali di dune, alveari o nuvole con relative valli e picchi. La gravità ha spesso la funzione di collante, mentre l’opacità e la traslucidità dei singoli oggetti assemblati conferisce alle opere una particolare qualità spaziale. Lascio a voi, nei commenti, comunicare altre impressioni.

per approfondire:
Tara Donovan @ Ace Gallery (58 immagini)
Tara Donovan @ Art Krush
Tara Donovan @ Saint Louis Art Museum
Tara Donovan @ Pace Wildestein

Via: Random Panda

Near Near Past

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Altavista.com   (dicembre 1996)
Repubblica.it   (marzo 1997)
Boingboing.net   (dicembre 1998)
Google.com   (gennaio 1999)
Kyuzz.org   (ottobre 2000)
Styleboost.com   (luglio 2001)
Slashdot.com   (gennaio 2002)
Inkiostro.splinder.it  (dal 2004 .com)   (gennaio 2003)
Flickr.com   (maggio 2004)
We-make-money-not-art   (marzo 2005)
Fon.com   (gennaio 2006)

(Già!) 10 anni dalla mia prima connessione a Internet.
Tornando indietro nel tempo con Internet Archive Wayback Machine.

Lassù qualcuno ci caga

go public 2 Comments »

C’è anche Socks!
Dove? Qui. Quo. Oppure qua.

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