50 anni di Lego

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Le creazioni di Ochre Jelly: Stephen Hawking.
stephen hawking lego

Via: Inkiostro

Non-objects

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Toccare l’aria per attivare funzioni. Credete che questo Tarati, uno degli esempi di non-object, presentati sul sito del libro omonimo, sia un’alternativa o un superamento delle tecnologie touchscreen, oggi finalmente approdate al lido consumer? O lo ritenete piuttosto un divertissement “cool” dallo scarso contenuto teorico? Personalmente non sono ancora riuscito a trovare una risposta definitiva.

tarati
tarati

Gli altri non-object non mi sembrano altrettanto interessanti. Vediamo di capirne di più.
Si tratta di esperimenti di immaginazione sul tema dell’oggetto di consumo. Design Fiction, lo chiamano loro, ovvero un tentativo di stimolare la riflessione su cosa sia un oggetto, perché siamo indotti a desiderarlo, perché storicamente descriviamo la “funzionalità” sempre in termini letterali, e infine, cosa sia la bellezza.

Tali speculazioni teoriche, seppure interessanti, non sono certo nuove, basti pensare che anche in campo architettonico (o meglio: soprattutto in quest’ultimo, visto che la realizzazione è il termine ultimo di un processo lungo, condiviso e costoso), sono numerosi gli esempi di edifici teorici, “non-edifici”, concetti planari, formali o tridimensionali puramente astratti, deliberatamente denudati delle “costrizioni” tecniche. Di architetture concettuali e architetti radicali ne abbiamo parlato anche in Socks, ma ricordiamo, tanto per citare qualche nome noto: Archigram, Cedric Price, gli italiani Superstudio e Archizoom, … Piranesi! …

La provocazione dei non-object, se così la intendiamo, risulta perciò tardiva. Rimangono gli oggetti, o meglio, visto che non ne è prevista la realizzazione, rimangono le idee e la loro formalizzazione.
Lo stile (e non, attenzione: il design), degli esempi in anteprima, appare comunque fatalmente ancorato alle direttive Apple: bordini smussati, toni prevalenti: gradiente di bianco-grigio-nero, font rigorosamente sans serif, purezza totale.
Caratteristiche che, di fatto, sfavoriscono la riflessione sui contenuti, per indirizzare il giudizio su un preponderante piano estetico.

Wireframe

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Fra le tendenze estetiche che si sono affermate nel 2006 c’è quella che potremmo definire Wireframe-design, ovvero superfici e volumi elaborati secondo formule matematiche attraverso punti, curve, spline e maglie che rendono gli oggetti leggeri e immateriali. Per avere un’idea date un’occhiata a questa galleria flickr e a un nostro vecchio post.

Eccone alcuni, tra arte e design:

Thomas Raschke  -  Bär  [Via]

Offecct + Norway Says  -  Spline  [Via]

Animi Causa  -  Feel (Molecular element seating system)  [Via]

Studio Aisslinger per Unic Design  -  Wire island  [Via]

?  -  ?  (se lo conoscete linkatelo, per favore)  [Via]

Brody Condon  -  Need for speed  [Via]

Ehm…

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