Goldrake: una vita agra.

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“Stavo scrivendo un libro sul pilota di Goldrake che si scola cinquanta Peroni al giorno, che subisce mobbing sul lavoro e che fa il colloquio da Jeeg, ma lì c’è tutto un altro stile aziendale.”

Actarus - La vera storia di un pilota di robot
Claudio Morici

Indecisione… crisi di valori… crisi di identità

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In una situazione del genere come si fa a non votare questo video?
La Foodstock Crew ci risveglia dal torpore post elettorale con un lavoro che pugnala gli italiani alle spalle.
Ma tanto sappiamo tutti cosa c’è dietro.

Abbiamo due posti liberi qui a Parigi…

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La Repubblica, ieri (domenica 13 aprile):
la repubblica editoriale scalfari

La Repubblica, oggi (lunedì 14 aprile):
la repubblica editoriale scalfari

Tell me that I’m dreaming

itaglia e itagliani, suoni No Comments »

“Can we who man the ship of state… deny… it is somewhat out of control?”
(Possiamo noi che armiamo la nave dello stato… negare… che vada alla deriva?)

Was (Not Was) - Tell me that I’m dreaming - ZE Records (da un discorso di Ronald Reagan tagliato e rimontato in modo da strappare al presidente una confessione inaudita)

Su Simon Reynolds - Post Punk 1978 - 1984 Isbn ediz.

Uso responsabile della libertà di satira??

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Non sono ancora sicuro se sia più edificante riuscire a offendere (il povero…) Giuliano Ferrara o farsi cacciare anche da LA7.
O tutte e due le cose insieme.
Ad ogni modo la battuta era piuttosto raffinata, da un certo punto di vista.

Baluardi della famiglia

go public, itaglia e itagliani No Comments »

vauro

Anno Domini 2007

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Che nel 2007 l’Osservatore Romano paragoni la satira ad un atto di terrorismo è purtroppo nell’ordine delle cose, del clima di scontro dialettico che la Chiesa intende promuovere e delle reazioni violente che suscita. La denuncia dal palco del Primo Maggio fatta da tal Rivera - e accolta con entusiasmo catartico dalla folla - è, a mio parere, del tutto legittima, prima di tutto perché si riferisce a fatti storici definiti come le benedizioni ai funerali di Pinochet e Franco. Di conseguenza le reazioni suscitate appaiono vergognose, sia dal lato dell’editoriale sull’Osservatore, che da quello ipocritamente pilatesco della rappresentanza politica. Anche se si può comprendere la volontà di Prodi di placare gli animi su polemiche evitabili, le reazioni della Chiesa sono atti di ingerenza politica e come tali - con fermezza - andrebbero affrontati.

Inoltre fa male vedere sempre più accomunati lo sfottò di bassa lega (quello del Bagaglino, di Striscia, delle Iene) e la lunga tradizione della satira. Se uno è frutto di una matrice reazionaria, e in quanto tale, legato al potere da un vincolo di mutua convenienza, l’altra è storicamente libera, irriverente e colta, anche e soprattutto quando fa uso dell’immaginario grottesco, troppo spesso confuso con (e accusato di) la volgarità. Valga per tutti l’esempio di Rabelais o Sterne.

La satira da sempre si occupa di quattro temi: sesso, religione, politica e morte, da Aristofane, passando per Lenny Bruce, fino al nostrano Male, (di cui segnalo una recente rilettura di Vincino curata da Rizzoli) e intorno a questi si è costituito come valore civile prima ancora che culturale. La satira andrebbe difesa da parte di ogni società che si professi democratica. Altro che terrorismo.

L’ultimo scoop di Repubblica.it

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I risultati di una ricerca: un minore su quattro supera la soglia d’emergenza
I dati finiranno sul tavolo della Commissione parlamentare per l’infanzia

Bambini, allarme soldatini
tre ore al giorno a combattere

Due pericolosi soldatini

Un bambino italiano su quattro gioca anche tre ore al giorno, preferibilmente ai soldatini da combattimento. E’ quanto emerge dall’indagine condotta dal Centro Studi Minori e Media di Firenze sul rapporto tra i più piccoli e i soldatini. La ricerca è destinata a finire sul tavolo di lavoro della presidente della Commissione parlamentare per l’infanzia, Anna Serafini (ds), che nelle scorse settimane aveva annunciato provvedimenti contro la violenza nei soldatini: un testo unificato per combatterne la vendita e un disegno di legge che raccolga tutte le proposte depositate per la realizzazione di un garante nazionale per l’infanzia.
Proprio per questo la commissione bicamerale per l’infanzia ha già ascoltato esperti e genitori. Ora un nuovo contributo. L’indagine è stata condotta su oltre duemila studenti delle scuole medie e superiori di 18 città italiane. La maggior parte dei ragazzi gioca da solo: appena il 17,5% gioca con fratelli o sorelle, mentre uno su quattro gioca con altre persone e il 7,5% di loro le incontra poi nella realtà di tutti i giorni.

I soldatini incidono anche sull’umore dei ragazzi: chi gioca ammette di cambiare umore a seconda dei risultati ottenuti. "Se vinco sono più contento, se perdo sono un po’ più arrabbiato", risponde il 24,5% dei giovani amanti dei soldatini che, comunque, non si sente "dipendente".
Per esserlo, risponde il 47,5%, bisogna giocare più di 6 ore al giorno, mentre il 14% dice addirittura che ce ne vogliono almeno 10 per essere considerati dei maniaci del soldatino.

(10 febbraio 2007)

(per capire seguite questo link: l’idiozia di esperti, genitori, indagini e commissioni parlamentari non avrà mai fine)

Facciamo il bis…

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In tempi di stanca (di ispirazione) viene facile linkare chi continua a pensarla come te. Non l’avrei mai detto in passato, ma condivido di nuovo ciò che scrive Luca Sofri.

Finalmente!

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"E poi ogni cosa diventa fenomeno dilagante, per il giornalismo italiano: mai letto di un fenomeno notevole, ma limitato, o diffuso in qualche caso e in altri no".

Luca Sofri sul caso "Sesso sulla cattedra".
Finalmente qualcuno che non si indigna…

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