Bible Earth

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Il collettivo di artisti The Glue Society ha creato una serie di scene bibliche viste dal Paradiso: God’s Eye View. Buona l’idea e splendida la realizzazione.

“We like to disorientate audiences a little with all our work. And with this piece we felt technology now allows events which may or may not have happened to be visualized and made to appear dramatically real,” say The Glue Society’s James Dive. “As a method of representation satellite photography is so trusted, it has been interesting to mess with that trust.”

Cominciamo dai “classici”: la crucifissione:

crucifissione

Il giardino dell’Eden:

Eden

L’arca di Noè:

arca

La separazione delle acque del Mar Rosso:

Mosè

Un’immagine dall’esposizione al Miami Art Fair:

Miami.

In arrivo altri lavori con immagini da satellite su mitologia ed eventi storici.

Via: Neatorama e Creative Review.

Overgrown by Chrissie Macdonald

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overgrown by chrissie macdonald
overgrown by chrissie macdonald

CMD website. Overgrown images.
Via: 72dpi.

Mark Luthringer
Ridgemont Typologies

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1) Ridgemont non è una città reale. Meglio: Ridgemont è tutte le città reali. E’ ripetizione, eccesso, ridondanza. “Ridgemont is about our desire for a mythic lifestyle, one industry’s attempt to fulfill that desire, and what the results look like to a passerby“. Un delirio suburbano che rifugge l’immaginario obliquo à la Lynch per esprimere la propria impraticabilità attraverso tutti i parametri del reale.
Ridgemont è l’oggetto della ricerca tipologica di Mark Luthringer, fotografo.

officeparks Luthringer

2) Dove Bernd & Hilla Becher guarda(va)no al paesaggio industriale della nativa Germania, e i naturalisti ottocenteschi si concentravano sulla catalogazione ossessiva dell’universo biologico conosciuto, Luthringer guarda al paesaggio suburbano dissezionandolo nelle singole categorie rappresentative: automobili, edifici, cellulari. Forme e Dimensioni, in tale ordinamento tipologico, non forniscono una differenziazione quantitativa, ma esprimono la caratteristica dominante delle cose: “(…) extra large trucks and SUV’s. (:) Designed for maximum intimidation, these are the perfect vehicles for an angry, insecure nation.(…) They are so extreme, and so defiant in the face of any sense of restraint that they seem a form of denial transformed from something passive into something active, like their size is some kind of end in itself“.

aggressivestyling Luthringer

3) L’atto creativo del fotografo/artista è nel collezionare e nel raggruppare le fotografie, non più nel vedere o creare.
Il consumismo esercita la propria azione coattiva imponendo l’assimiliazione del caos e della varietà di marche, prezzi, stile, nazionalità dei prodotti in cui siamo immersi. Attraverso la semplificazione, il confronto, la categorizzazione e il raggruppamento, ordiniamo mentalmente - digerendoli - i singoli elementi dell’abbondanza in cui siamo immersi, con la stessa naturalezza con cui respiriamo ossigeno.
Con i propri lavori, Luthringer denuncia in superficie tale processo endogeno.

teamcolors Luthringer

4) L’autore ritiene che la fotografia abbia un rapporto privilegiato con il soggetto e con la realtà che lo sottende. Data l’intima relazione di spazio e tempo tra camera e soggetto e la concezione della fotografia come registrazione delle interazioni tra i due, le immagini non possono trasmettere tanto una somiglianza attendibile con il soggetto, piuttosto l’idea di esso, “or, as the pointing finger pictures of John Baldessari try to show us, the instruction to think about it“.

cellphones Luthringer

5) La tecnologia digitale rivela la fotografia per ciò che - in realtà - è sempre stata: un veicolo immateriale di informazione. Sciolto il vincolo superfluo dello sviluppo chimico del negativo, essa raggiunge infine il proprio destino naturale.

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