Definito, non a caso, Jokes for nerds, “Song chart meme” è un grandioso Flickr-game che consiste nel rappresentare (e far riconoscere) famose canzoni pop per mezzo di grafici.
Visto che era un po’ di tempo che qui a Socks non si postavano giochini, eccoci tornati in gran forma con Bible Fight: il picchiaduro tra personaggi biblici che sta spopolando negli antri telematici del Vaticano.
E poi scusate: ma la rivincita di Eva su Dio, son soddisfazioni! Occhio a Noé e ai suoi animali, ma soprattutto occhio alla Madonna, che pare abbia un calcio della Madonna. (Ehm… l’ho detta! l’ho detta! - ma non è mia …)
Si tratta del Lemur e del Reactable, due fra gli hardware musicali che da qualche anno trovano nella rete la loro - meritata - dose di gloria.
Il primo, che conoscevo da un po’ visto che il distributore americano è nientemeno che la Cycling ‘74, la casa sofware dietro Max/Msp) è un’affascinante “Multitouch control surface for live performances“, ovvero uno strumento per performance musicali dotato di una tecnologia proprietaria che permette il controllo di switch, fader e altri oggetti attraverso le dita di una mano e che ovviamente può essere connesso al Pc/Mac attraverso controller Midi. In effetti basterebbe l’interfaccia paradossalmente un po’ retrò (non trovate che assomigli vagamente a KITT, il computer parlante di Supercar?) per innamorarsi a prima vista di quest’oggetto. (Tranne poi dimenticarlo dopo averne letto il prezzo…)
L’altro, il Reactable (crasi di React + Table) è un prodotto simile per modalità di interazione, - “Tangible user interface” - , ma a differenza del Lemur, si concentra su un’estrema libertà e immediatezza nell’utilizzo. Sviluppato dal team di ricercatori del Music Technology Group dell’Università Pompeu Fabra di Barcellona, il tavolo permette l’interazione di più musicisti attraverso lo spostamento di alcuni oggetti su una superficie luminosa. Il movimento e la relazione tra tali oggetti, che rappresentano componenti di un classico sintetizzatore, permette di sperimentare topologie sonore complesse, tra filtri, modulatori e generatori.
Bene, se finora tali strumenti sono stati visti per lo più nel cerchio degli sperimentatori del TED, dei videoYouTube e dei report di qualche fortunato blogger, per la prima volta leggo (qui e qui) che Bjork sta utilizzando proprio il Lemur e il Reactable per i suoi spettacoli live. Se da un lato ciò significa l’ingresso di tali strumenti in un mercato industriale (forse supportato dal recente hype per le tecnologie touchscreen, vedi iPhone), dall’altro è meno ovvio, ma altrettanto interessante, notare come tali prodotti, con tutto il loro portato estetico di luci, movimento e interazione, possano compensare quel deficit di spettacolo tipico di una performance elettronica , rispetto ad un concerto rock.
In un contesto di crisi del mercato musicale, mentre il download è diventato (o lo diventerà senza dubbio) il veicolo privilegiato di fruizione, il concerto o la performance generica offrono un’irrinunciabile componente legata all’esperienza. Di conseguenza tali strumenti, contrariamente ad un modesto laptop, sembrano poter associare alla componente musicale propriamente detta (bravura tecnica, capacità di improvvisazione e sperimentazione ecc.) un surplus di spettacolarità (interazione con il pubblico, movimento, messa in scena) che non sempre, nel caso dell’elettronica, può essere offerto solo dai visual proiettati.
Io ne conoscevo solo uno, grazie a zio Guy:
IN GIRUM IMUS NOCTE ET CONSUMIMUR IGNI.
Ora eccone altre centinaia qui, utilissimi se avete finito gli argomenti.
Si chiamava Grillo Parlante ed era un aggeggio educativo con una voce elettronica che pronunciava una serie di parole: se le riscrivevi correttamente ottenevi un bel voto. Come più o meno per tutti i gadget elettronici degli anni ‘80, anche intorno ad esso si è creato, nel tempo, una sorta di culto. Chissà dove avrò buttato il mio, stupido bambino incosciente, che ora chissà che darei per riaverlo… Comunque poco male, perché Kamal mi indica l’emulatore in flash.
Ovviamente solo dell’originale in inglese e indovinate il nome? "Speak and spell", sembra quasi un detersivo…
Ah, sì: ogni tanto dètta parole strane.
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