La migliore è quella con la banana #Update!

arts and crafts, socialize it, urban chronicles, world weird itself 6 Comments »

Improv everywhere!

Grazie a Cimba abbiamo scoperto l’esistenza anche della versione romana: “Orologgio di riferimento analogggico” (ovvero Frozen Termini). Ecco qua il video:

Hi!Tech
(I Fest. dell’Innovazione a Roma)

socialize it, suoni, technology, virtual chronicles, visions, world weird web 5 Comments »

Si conclude oggi la prima edizione del Festival dell’Innovazione a Roma, una quattro giorni di conferenze, dibattiti, proiezioni e mostre organizzata dalla Lait Spa e officiata all’interno e all’esterno dell’Ara Pacis. Per quanto frettolosamente, siamo riusciti ad avere un assaggio della manifestazione.
Purtroppo abbiamo perso - da irresponsabili - il duo Perens - Stallman (la trinità, insieme a Linus Torvalds, dell’open source): chiediamo venia, ma anche un breve resoconto alla ben più pragmatica figura del nostro amico Kamal. Sorvoliamo sulla seppur interessante chiacchierata tra Tommaso Pincio e Umberto Guidoni, uno dei pochi (due?) italiani a essere finito in orbita, e passiamo immediatamente alla mostra sui quindici anni del computer. Un allestimento che non va molto oltre l’interpretazione letterale del titolo (”C’era una volta il pc, un quarto di secolo di Personal Computer“), in quanto ci si è limitati a presentare qualche pezzo storico di hardware (ricordo ad esempio i vari Sinclair, il PC IBM, l’Apple ][, il Lisa e il Macintosh, oltre che i primi “portatili” da 15 Kg: ovvero, i classici del genere). Roba da feticisti, che nulla toglie e nulla aggiunge, vista la completa mancanza di approfondimento storico, culturale o economico, ovvero di un allestimento adeguato.

Ben più interessante l’intervista al matematico Piergiorgio Odifreddi, largamente concentrata sul suo ultimo lavoro “Perché non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici). Estremamente spigliato e dotato di una vis polemica sempre all’altezza delle obiezioni, il prof. dimostra che la lettura personale dei testi sacri (dalla quale ispira una radicale confutazione fino all’ultima virgola) non è mai informata da un carattere ideologico, bensì da un’attenzione razionale per i problemi che le stesse pagine sollevano. Pagine, beninteso, che si pretendono ispirate da volontà divina.
Alleghiamo, poiché fa bene alla salute dello spirito (appunto!), un video (che trovate anche qui) in cui il nostro risponde con amabile sarcasmo alle critiche mosse da Augias, in una precedente puntata di Le storie:

Ancora distratti dalle note allegramente anticlericali di Odifreddi, ci rechiamo all’ultimo appuntamento del festival: la temutissima conferenza su SecondLife (”Come Alice nello specchio“). Ed esattamente come temevamo, l’incontro si rivela un campionario delle più trite banalità - stra-dette e stra-sentite - sul mondo online: le solite “provocazioni” su sesso & pornografia, sul consumismo sfrenato, sulla mancanza di fantasia, sul tasso di additività e condizionamento che SL produrrebbe. Dal piattume generale emergono tuttavia una serie di interessanti spunti da parte di Derrick De Kerckhove e di Alessandra Poggiani, direttrice di Lait. Del primo: la collocazione dei mondi online nel contesto ben più ampio dell’evoluzione della connettività (dal telegrafo in poi, tanto per chiarire), e l’apprezzamento per lo straordinario contenuto sociale e per la concretizzazione di una sorta di immaginario oggettivo; fenomeni che permettono a SL di compensare un’interfaccia tridimensionale ancora primitiva.
Di Alessandra Poggiani: la giustificazione di una scelta che oggi appare necessaria, per un moderna società di informatica: quella di aprirsi ad un’interazione col pubblico più complessa di quella permessa dal web, e le critiche (condivisibili) alla maggioranza delle comunità italiane di rimanere chiuse nel proprio folklore autoreferenziale.

Fatti salvi i due personaggi citati, il resto, per dire, è noia. Mentre Mario Gerosa, “l’Esperto Italiano di SecondLife”, dichiara ovvietà con un atteggiamento da saccentino risentito, cadendo pure in contraddizione, sul palco si alternano battutine e considerazioni su “falli” ed “emozioni virtuali” che non sfigurerebbero dalle parti della De Filippi. Vabbè.
Benché di per sé non c’entri nulla, ci pensa infine Neri Marcoré a buttarla sulla risata. Meno male.

Tutto sommato il primo festival ha offerto molti buoni propositi, qualche ottimo intervento: speriamo in un finale degno per l’anno prossimo.

Augmented novel in GridGallery

arts and crafts, our works, socialize it, virtual chronicles No Comments »

Con qualche giorno di ritardo parliamo dell’evento tenutosi nella GridGallery lunedì 7 Maggio.
Kai Zen, ensamble narrativo che ha pubblicato il primo libro in Creative Commons per Mondadori, “La strategia dell’ariete“, ha presentato quest’ultimo in Galleria, attraverso una modalità inedita resa possibile da Secondlife.

Ognuno degli autori ha interpretato uno dei personaggi principali del libro e raccontato la propria storia in prima persona inseguendola attraverso il complesso intreccio del romanzo. L’abilità dei Kai Zen è stata anche nel riuscire a coinvolgere il pubblico attraverso un mezzo al quale è notoriamente difficile affidare una narrazione, quale è la chat. Eppure nonostante le difficoltà iniziali, dovute soprattutto alla presenza di moltissimi avatar in contemporanea (la sim è stata a lungo “full”), gli spettatori hanno seguito rapiti il racconto dei quattro autori/personaggi e posto numerose domande alla fine. Da queste ultime scaturisce l’idea di sviluppare una narrazione collettiva che si serva delle potenzialità di coinvolgimento proprie di Secondlife; a questo proposito stiamo discutendo con i Kai Zen delle modalità di realizzazione dei prossimi incontri e vi terremo aggiornati.

Nel frattempo la mostra legata al libro nella GridGallery è ancora visitabile e racchiude immagini ad esso legate, oggetti, suoni, video; quello che abbiamo definito un primo esperimento di augmented novel. E’ possibile inoltre scaricare il libro dalla galleria stessa.

Per un reportage approfondito della serata rimandiamo al testo di Elliy Writer e ringraziamo nuovamente per il supporto Archimedix , invitandovi, ancora una volta, a visitare la sua “Biblioteca Archimedica” sempre sull’isola di Idearium.

We don’t play guitars

socialize it, suoni, virtual chronicles No Comments »

Second Life, il mondo virtuale di cui abbiamo già parlato qui e qui, include al suo interno un modellatore 3d piuttosto intuitivo che stiamo imparando ad utilizzare. I risultati, nonostante l’apparente limitatezza dell’editor, possono essere anche estremamente raffinati, come nel caso della chitarra acustica  realizzata per il primo concerto di un noto musicista all’interno del metaverso, quello di Suzanne Vega del 3 agosto scorso.

Networking, la rete come arte

arts and crafts, socialize it, virtual chronicles No Comments »

Tatiana Bazzichelli, aka T_Bazz, già nota per i suoi articoli su Neural e la cura di diverse mostre ed eventi, ha appena pubblicato Networking, la rete come arte, per i tipi di Costa & Nolan, un’analisi della genesi e dello sviluppo storico dei movimenti artistici italiani fondati su un uso creativo, consapevole e condiviso delle tecnologie informatiche, e che hanno contribuito alla formazione delle prime comunità hacker italiane a partire dagli anni ‘80. Il testo è accompagnato da un’introduzione di Derrick de Kerckhove e da una postfazione di Simonetta Fadda. Coerentemente con gli argomenti trattati il libro è scaricabile gratuitamente. Ne riparleremo a fine lettura.

immagine a destra (dal testo): Il metabrand Serpica Naro, anagramma di San Precario, che con un hoax mediatico a cura dei lavoratori precari di Milano ha sovvertito la Settimana della moda milanese, 2005.

Via: From A to D

Language Lab

socialize it, virtual chronicles 4 Comments »

Una delle maggiori riserve a proposito dei mondi virtuali è data dall’incapacità da parte di molti di coglierne una qualche diretta "utilità": si ritiene spesso che siano, al limite, solo dei videogame dalle regole meno chiare o una sorta di chat in cui i partecipanti hanno in aggiunta un personaggio 3d che li rappresenta.

Un esempio molto chiaro di applicazione pratica è offerto, invece, dal Languagelab su Secondlife, un sistema legato alle pratiche delle e-learning, già presenti sul web, ma che sfrutta direttamente le potenzialità date da un mondo virtuale.

Languagelab è a tutti gli effetti una scuola di lingue che sfrutta un principio condiviso: per imparare velocemente e correttamente  una lingua straniera bisogna trovarsi nel paese in cui tale lingua è parlata, o almeno in un ambiente nel quale si è costretti a utilizzarla continuamente e in situazioni diverse. L’avatar coinvolto nelle lezioni si trova in un contesto virtuale che riproduce ambienti quotidiani e interagisce con altri avatar, studenti come lui e insegnanti madrelingua, attraverso il sistema di comunicazione vocale Vivox.

Il tutto consente di superare, rimandendo nel metaverso, un ambiente di apprendimento sterile come può essere una classe. Languagelab è attualmente in fase di sperimentazione: i promotori sono in cerca di insegnanti da tutto il mondo che si troveranno a lavorare col computer da casa, mentre per ora è possibile partecipare alle lezioni gratuitamente in cambio di feedback.

Via: SecondLifeBlog.it

posone

socialize it 14 Comments »

Mi sono appena accorto che Socks ha superato le 10000 visite.
Grazie a tutti (e soprattutto me stesso…) per essere tornati con assiduità da queste parti!

Comizi d’amore

arts and crafts, itaglia e itagliani, socialize it 12 Comments »

E’ dunque il 1963 per Pasolini il momento maturo per interrogare questo nostro giovane paese su erotismo e sessualità; il momento per tastare il polso ad un’Italia ancora frammentata per livello sociale, per lingua, per morale e spiritualità;  dinamica e preindustrializzata al Nord, arcaica al sud.
Mi ritrovo in una di queste sere di ritorno dal lavoro a guardare stupito "Comizi d’amore", un film-inchiesta, dunque, un documento di ricerca che si rivela sottilmente ma esplicitamente pedagogico, lontano da una sterile prerogativa sociologica e sempre sostenuto da una passione combattiva che in quegli anni costituiva la cifra lirica del poeta.
Pasolini intervista un’Italia statistica borghese e agricola, abbiente e povera,  qualche viso noto per una massa di anonimi pedoni della vita, alla ricerca di un punto medio in cui possa confluire il ritratto di un paese ancora debolmente teso verso una propria individualità, stretto allo spasimo dai condizionamenti cattolici e da sovrastrutture repressive.

Pasolini interroga e si interroga, il suo parlato mite sfiora visi plasmati da mode andate o da condizioni secolari, si adatta all’interlocutore ma esige opinioni sincere con violenza temperata.  Amore e erotismo, omosessualità e prostituzione sono inusuali argomenti di discussione, e i gruppi di fronte alla telecamera auto-selezionano, inconsciamente, portavoci popolari, rappresentanti del portato sociale di un discorso condiviso.
Ciò che traspare è l’immagine di una (piccola e media) borghesia ipocrita, che si esprime attraverso luoghi comuni, che arretra di fronte al confronto su un tema di cui crede "vergognosa" qualsiasi opinione. Ma traspare anche una certa spontaneità delle classi più povere, degli agricoltori calabresi, dei bambini ancora non interamente assorbiti dai condizionamenti: "Treccine", come la nomina affettuosamente il regista, appare il più sincero e moderno interlocutore.

E in questa metafisica del banale e del medio, improvvisamente spicca un Ungaretti piegato dall’età,  il viso scavato dalle rughe, la voce stentorea, la profondità di un pensiero che supera il suo essere mortale:

PASOLINI   Ungaretti, secondo lei esiste la normalità e la anormalità sessuale?
GIUSEPPE UNGARETTI   Eh… senta, ogni uomo è fatto in un modo diverso… dico nella sua struttura fisica è fatto in un modo diverso, fatto anche in un modo diverso nella sua combinazione spirituale, no… quindi tutti gli uomini sono a loro modo anormali, tutti gli uomini sono in un certo senso in contrasto con la natura, e questo sino dal primo momento… sino dal primo momento: l’atto di civiltà, che è un atto di prepotenza umana sulla natura, è un atto contro natura.
PASOLINI   Sono molto indiscreto se le chiedo di dirmi qualcosa a proposito di norma, di trasgressioni della norma, sulla sua esperienza intima, personale?
UNGARETTI   Beh… io personalmente, che cosa vuole, io personalmente sono un uomo, sono un poeta… quindi incomincio con trasgredire tutte le leggi facendo della poesia… Ora sono vecchio e allora non rispetto più che le leggi della vecchiaia, che purtroppo sono le leggi della morte.

(da pasolini.net).

E’ spontaneo chiedersi che fine ha fatto questa Italia del ‘63 in cui Ungaretti è l’eccezione. Chi proverebbe vergogna a rispondere a domande del genere? Chi oserebbe affermare oggi che la donna dovrebbe essere "Non completamente, solo appena appena inferiore all’uomo"? 
L’ignoranza e la reticenza nelle risposte, sembrano avere trovato altri luoghi in cui nidificare, eppure la donna è inferiore nel lavoro e nel ruolo sociale, all’uomo;  l’omosessualità è ancora per molti, fuori dai centri cittadini in cui viene sfruttata commercialmente, fonte di vergogna ed esclusione sociale; la stessa sessualità esce dalla falsa protezione della vergogna per entrare nella sua ancor più conformistica mercificazione, le più floride organizzazioni cattoliche giovanili propugnano oggi valori bigotti e anacronistici.

E mi domando, preoccupato, se in fondo non sia cambiato poi un granché.

post di servizio / il blog col vicinato

socialize it 26 Comments »

Rieccomi tra voi. Durante gli ultimi due giorni di agonia (in cui non riuscivo neanche a reggermi in piedi… virus della tesi, ecco) gradite novità hanno alleviato la mia degenza: innanzi tutto accogliamo nel nostro generoso grembo Panapp e Pasquale "Babsi" La Forgia (che ringrazio per il link). Invito con l’occasione a proseguire nel suo integratore la discussione sulle play girls, visto l’interesse che ha mostrato (per una in particolare :).

Un saluto a due blogfellas d’eccezione - di nuovo online - : t.a.f.k.a.Foodstock e Santafede, con tanto di video e header nuovi; e un altro affettuoso a Kamal, che ho appena saputo costretto a casa da una distorsione alla caviglia. E poi è tornato anche Inkiostro, che ci ha da poco linkato: non ho proprio più scuse per rimanere a letto.

Ma è mio preciso dovere, dopo cinque post di rodaggio e tanto di scritta in alto sulla colonna laterale, dichiarare ufficialmente che Socks d’ora in poi non è solo colpa mia. Per i soliti commenti, insulti, minacce personali, è gradito uno sguardo all’autore dei post.
A poi.

Face the truth:

arts and crafts, socialize it No Comments »

Via: Polaroid

Entries RSS Comments RSS Login