Tra etica e innovazione
(di Kamal Kumlien).
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Nota: Con molta disinvoltura, nel post precedente, abbiamo chiesto a qualcuno di inviarci un commento all’incontro tra Richard Stallman e Bruce Perens avvenuto durante il Festival dell’Innovazione a Roma. E con altrettanta disinvoltura quel qualcuno ci risponde con un resoconto che non poteva rimanere confinato fra i commenti: Grazie mille Kamal
Beh, visto che me lo chiedi con tanta amabile disinvoltura…
E’ stato bellissimo. Oltre che mooolto interessante è stato anche divertente. I due si sono presi costantemente e simpaticamente in giro. E’ stato bello notare come la loro differenza di impostazione rispetto al mondo FLOSS (Free/Libre Open Source Software: http://it.wikipedia.org/wiki/Floss) non gli abbia impedito di fare una conferenza insieme con gli stessi obiettivi (dubito che Richard e Linus avrebbero potuto farla con la stessa tranquillità, certo che però sarebbe uno spasso).
Si deve ricordare che giustamente a Richard sta molto a cuore la diversità tra free software e open source, ma qui per comodità userò il termine FLOSS per riassumere entrambe i concetti.
Bruce era senza voce per 3 giorni di conferenze, mentre Richard sembrava in ottima forma, infatti appena arrivato per mettersi comodo si è tolto le scarpe e ha chiesto di alzare l’aria condizionata… poi ha chiesto di fare più luce sul pubblico e meno sul palco.
Vado a memoria. Richard ha subito iniziato più o meno così (un po’ ce l’aspettavamo ma vederlo fare dal vivo è un’altra cosa): “Questo è il festival dell’innovazione e voi vi aspettate che vi parli di innovazione. Ma il software libero è soprattutto qualcosa che riguarda l’etica e le persone, che sono cose più importanti, e quindi vi parlerò di etica e di persone.” - fantastico. Vi lascio immaginare il seguito.
Bruce e Richard si sono alternati sugli argomenti e sulle domande del pubblico che è stato piuttosto attivo, anche se si è capito da quello che ha detto il professor Di Corinto (il moderatore e l’autore della foto in alto) che chi ha fatto domande erano i soliti conosciuti (a parte una mia piccola domandina), anche perchè li chiamava per nome…
Quando necessario hanno controbattuto in modo dettagliato i punti sui quali non erano d’accordo uno con l’altro, e non erano pochi. Il pubblico ha applaudito con la stessa passione entrambi.
Bruce ha mostrato alcune slide molto interessanti (che spero di trovare online prima o poi). La cosa che mi è rimasta più impressa (e che non mi immaginavo per niente) è che secondo alcuni suoi dati (non mi ricordo quale organizzazione governativa americana citasse) il 95% del software prodotto dall’industria è “non-differentiating” (d’ora in poi SND), che credo sia un concetto molto simile a http://en.wikipedia.org/wiki/Product_differentiation anche se quest’ultimo riguarda più il marketing di un prodotto che il prodotto stesso.
In sostanza questo vuol dire che quasi la totalità del software ha poco da difendere sul piano dell’invenzione e che quindi è destinato a diventare open e a diffondersi come software open. Un esempio a caso: la Microsoft (che vende a tutti e quindi produce _solo_ SND) dovrà quindi produrre software open source o chiudere l’attività. Nel primo caso ovviamente sarebbe molto ridimensionata.
Il mercato quindi sarà diviso tra il 5% che sarà prodotto come oggi (praticamente in-house o appaltato a qualcuno in modalità “protetta”), una parte non definita (ma in aumento rispetto ad oggi) di software personalizzato (customizzato è troppo brutto) basato sul FLOSS e il restante sul supporto e l’assistenza al prodotto (il che migliorerà sempre più i prodotti). Questo è quello che dice Bruce e quello che spero io. Dovrebbe essere solo una questione di tempo, ma bisogna vedere quanto tempo ci vorrà per “coprire” tutto l’SND e quanto tempo le istituzioni e la gente vorranno farsi del male.
Vorrei raccontarvi altre cose ma il breve resoconto è diventato lungo. Un’ultima cosa: mi sono fatto una foto con Richard! Spero che i ragazzi che si sono gentilmente prestati non abbiano perso la mia mail… vi aspetto!!!
Sembra un po’ infantile ma mi è sembrato impossibile incontrare un mito vivente come Richard e come Bruce. Che occhi visionari, ragazzi.
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Il primo, che conoscevo da un po’ visto che il distributore americano è nientemeno che la
L’altro, il 



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