Goldrake: una vita agra.

itaglia e itagliani, japanism, world weird itself No Comments »

“Stavo scrivendo un libro sul pilota di Goldrake che si scola cinquanta Peroni al giorno, che subisce mobbing sul lavoro e che fa il colloquio da Jeeg, ma lì c’è tutto un altro stile aziendale.”

Actarus - La vera storia di un pilota di robot
Claudio Morici

50 anni di Lego

arts and crafts, characters, industrial design, visions, world weird itself No Comments »

Le creazioni di Ochre Jelly: Stephen Hawking.
stephen hawking lego

Via: Inkiostro

La migliore è quella con la banana #Update!

arts and crafts, socialize it, urban chronicles, world weird itself 6 Comments »

Improv everywhere!

Grazie a Cimba abbiamo scoperto l’esistenza anche della versione romana: “Orologgio di riferimento analogggico” (ovvero Frozen Termini). Ecco qua il video:

Immondizia e capitalismo

urban chronicles, world weird itself No Comments »

“La ricchezza delle società in cui domina un sistema di produzione capitalistico si presenta come un’immensa accumulazione di immondizia. (parafrasando Marx)”.

Josè Luis Pardo, professore titolare nella facoltà di filosofia UCM di Madrid. Citazione tratta da una conferenza del ciclo “Distorsiones Urbanas” in “Basurama06″ ne La Casa Encendida. Madrid, 17 maggio 2006.

Via: [Ecosistema Urbano]

ps. Devo rileggere quel capitolo di Underworld. C’era già tutto lì.

Print Screen Analogico e Altre Follie

dont do this at work, pillole, playtime, world weird itself 4 Comments »

Via: JunkiePop

Christian Joy per Karen 0
ovvero: un post pieno di aggettivi tipo “strambo”.

arts and crafts, fashion, suoni, world weird itself 13 Comments »

Per vestire una come Karen O, l’ipercinetica leader degli Yeah Yeah Yeahs, devi essere uno che conosce i limiti e li sa oltrepassare. Noi di Socks, che conosciamo i limiti (i nostri), ci piace mostrarvi questa collezione obliqua, arlecchinesca, decostruita e stramba di vestiti punk-rock che la giovane Christian Joy ha disegnato per la cantante. Se decidete di sfondare nel mondo della musica, ora sapete a chi rivolgervi. Nel frattempo allenatevi con la sua collezione semplificata, adatta a poveri mortali cool. Quale? questa.

Usa la barra per scorrere le immagini.

Nostalgie analogico/digitali.

technology, virtual chronicles, world weird itself, world weird web 2 Comments »

Gli oggetti si stanno smaterializzando. Sostituiti da bit di jpg da sfogliare, dalle finestre di testo ridimensionabile, documenti, libri, dischi, (…) hanno da tempo oltrepassato la soglia di una completa ricontestualizzazione digitale. Alcune note di fondo a tale processo irreversibile.

Il primo decennio di Internet ha facilitato un periodo di intensa introspezione culturale. La relativa illimitatezza nelle possibilità di accesso e (ri)produzione di dati, (determinata da una sostanziale assenza di delimitazioni di spazio e tempo), ha progressivamente nutrito un brodo primordiale di informazione e di cultura visuale; un trattamento Ludovico a cui la massa si sottopone costantemente.

Il passato, il presente e il futuro convivono galleggiando nelle acque poco profonde dell’oceano; e con essi una nuova forma di nostalgia digitale, la cui influenza travalica i limiti del mezzo fisico.

La cultura pop, in t u t t e l e f o r m e, rimescolandosi produce revival ciclici delle sue evoluzioni. Se si ipotizza che il tempo relativo tra un revival e l’altro dimezza ogni tot mesi, viene facile (e non senza ironia), associare tale orologio ad una sorta di legge di Moore invertita.

Il risultato della progressiva digitalizzazione di contenuti digitali è, senza alcun paradosso, la costante tendenza del mondo digitale a mostrarsi analogico. Il più recente design di GUI (Graphic User Interfaces), materializza, tramite animazioni, una cosmogonia di oggetti tridimensionali da sfogliare, spostare, ingrandire. Dietro una “facilità” di utilizzo (Interface for Dummies), si celano sofisticati hardware/software che riproducono verosimilmente il comportamento fisico degli oggetti reali.

Parallelamente, il cambio semantico del termine “tecnologia”: Usman Haque, afferma, (*) che se un tempo questa significava la descrizione dei sistemi, o “studio della creazione”, oggi crediamo che il termine risieda direttamente negli oggetti. Tale concezione meccanicista della tecnologia non fa che nutrire un feticismo per l’”oggetto tecnologico“. “You would never grab a frog and show it to people saying “this is wonderful biology!” or “Look at this biology!“.

All’oggetto digitale che mira ad un’estetica analogica di visualizzazione e gestione dei dati, corrisponde, senza frizione, un feticismo, - generato e guidato da internet -, per ciò che è naturalmente analogico: dal vinile, alla stampa pre-digitale, all’artigianato.

Ciò che è per sua natura privo di corporeità, recupera tale dimensione in un mondo simulato che amiamo amare. Un mondo che imita la profondità, ma riduce il tutto ad un unico livello di dati immateriali. Un’ingannevole immersione in una cultura globale monodimensionale.

(*: nel suo intervento titolato “I hate technology“, durante il ciclo di conferenze: “We love technology“) .

Think pink (or get pranked)!

arts and crafts, paperworks, playtime, world weird itself, world weird web 8 Comments »

Ecco cosa può succedere se i coinquilini, durante la vostra assenza, scoprono di avere un lato creativo: il Pink Prank Project.

pink

Via: Andreaxmas

Funes

playtime, world weird itself 8 Comments »

Persone con capacità mnemoniche fuori dal normale: Christopher Fahey e la sua mappa del mondo disegnata a memoria (Via: Kottke). Il gruppo Flickr From Memory (da cui “My Anatomy From Memory“, l’immagine in basso). Qui un’originale mappa del sistema solare. Lori Napoleon colleziona disegni a memoria di varie persone. Il Global participatory “Fool’s world Map” project”. Mappe dettagliate dalla memoria di ragazzini delle elementari. Lo straordinario senso eidetico di Stephen Wiltshire e i suoi disegni di Tokio e Roma (video YouTube). Leggi “L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello” (Oliver Sacks). Ripeti “Silvia rimembri ancora quel tempo…”

anatomy from memory

E-Textiles

arts and crafts, fashion, technology, world weird itself 2 Comments »

Leah Buechley lavora sull’integrazione di componenti elettroniche nei capi di abbigliamento e accessori. Utilizzando tessuti conduttori tagliati con laser e convertendoli in veri e propri computer in miniatura, la ricercatrice/artista del Colorado realizza PCB di tessuto, braccialetti e t-shirt con led programmabili, microcontrollers simili ad Arduino, e kit hardware e software per costruire e sperimentare liberamente.
Una sorta di E-Cimba? Vedere il video per credere!

Entries RSS Comments RSS Login